Una TV muta

Si dovrebbe auspicare un’informazione televisiva senza in sovrimpressione nomi, coalizioni, partiti. Immaginiamo che nessuno sia a conoscenza dei nomi di movimenti e fazioni.

Chi sta dall’altra parte dello schermo non ha riferimenti, quindi è molto probabile che sia costretto ad ascoltare e ragionare. Si farebbe quindi una propria opinione.

Che l’idea sia di destra o sinistra poco importa, basta che sia maturata da un ragionamento, da una riflessione, da una logica personale.
La sovrimpressione nei telegiornali rende muta la TV.

Non conta tanto quello che si dice poichè la presa di posizione di chi ascolta è già presa a priori dopo aver visto l’immagine del partito. Le persone non si sforzano di ragionare con la propria testa ed elemosina idee per sentito dire. I pareri sentiti e non discussi sono pericolosi perché dirottano le persone mettendogli in bocca idee dette da altri. Pensieri imparati a memoria, riflessioni sbiadite, opinioni impersonali.
Tante volte è capitato che le coalizioni avanzassero le stesse proposte della coalizione opposta a distanza di tempo. Questo, secondo voi, può portare ad una legge condivisa tra le due coalizioni?

Assolutamente no.

Questo porta a pensare quanto la politica e la demagogia vadano a braccetto.
La politica, quella italiana si intende, è una partita di calcio. I contenuti non interessano, conta vincere. Se poi in 5 anni il governo eletto non fa nulla del programma che aveva presentato, basta un po’ di campagna elettorale come si deve, comizi traboccanti di buone parole e un bel sorriso a 32 denti per riguadagnare i voti persi.

Questo non è accaduto ad esempio in Spagna ai tempi della prima legislatura di Zapatero. In grossa difficoltà l’attuale presidente spagnolo vinse perchè il suo avversario in campagna elettorale attribuì un attentato terroristico all’ETA. Si scoprì poi che invece dell’organizzazione di lotta armata separatista spagnolo, l’attentato fu ordinato da Al Quaeda. Così che Zappatero vide i dieci punti di distacco tra lui e il suo avversario dissolversi, permettendogli di governare. Gli spagnoli votano innanzitutto verso il leader più onesto, non importa la bandiera. Da noi non sarebbe mai successo.

Mauro Loddo – © 09.06.2012

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