L’incoscienza di classe

Partire dalla coscienza ed arrivare all’incoscienza.
La coscienza di classe era il sentirsi parte di una classe sociale all’interno della quale la persona condivideva interessi, progetti, idee e speranze.
Nella visione marxista era la presa di coscienza della classe operaia, il proletariato.
Il proletariato soltanto prendendo coscienza di sé, avrebbe potuto rovesciare il regime capitalistico con la rivoluzione proletaria.

Oggi.. il capitalismo c’è ancora.

Ma il proletariato? Esiste la classe operaia?
E se esiste, ha coscienza di esistere?

Sembra siano rimaste soltanto le fabbriche, come entità amorfe senza vita dentro.
E quando prende vita e vitalità è per battaglie ‘operaie’ in difesa della fabbrica.
Quella stessa fabbrica che si voleva buttare giù, la stessa che la rivoluzione proletaria doveva rovesciare in modo violento.
Il capitalismo non ha divorato se stesso, ha divorato la classe operaia.
L’ha armata per difenderlo e conservarlo.
Non c’è stata la dittatura del proletariato, nemmeno l’esproprio della proprietà fondiaria, né la requisizione dei siti produttivi. Ma la stessa classe operaia ne ha tutelato l’esistenza a denti stretti.

Che sia davvero che la democrazia è lo strumento di dittatura dei pochi sui tanti, fornendo anche l’illusione che siano gli ultimi a scegliere come essere meglio dominati.

Buonanotte alla classe operaia, sogni d’oro.

Domani si lavora, forse…

Il Disobbediente1 – © 10.06.2012

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