Midway, un mare di rifiuti


La denuncia di Chris Jordan  attraverso i (capo)lavori.

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Per La grande onda di Hokusai l’artista ha utilizzato 2 milioni e 400 mila pezzi di plastica recuperati dall’oceno.

50.000 accendini abbandonati dalle maree sulle spiagge sono serviti invece per riprodurre la celebre Notte stellata di Van Gogh.

Che fine fanno i rifiuti di plastica abbandonati sulle spiagge o in giro per il mondo? A spiegarcelo, il trailer del film-documentario di Chris Jordan che prende il nome dall’isola dell’Oceano Pacifico “Midway“, nel cuore del vortice della più grande discarica di tutto il mondo.

Un gioco di correnti spinge a Midway, tutto ciò che viene abbandonato in mare.  Agenti atmosferici e mare trasformano i pezzi di plastica in “lacrime di Sirena” (nome dato dagli scienziati alle biglie di plastica che inquinano il nostro ecosistema),che diventa così cibo “ideale” per gli Albatros che sorvolano quelle acque.

I fotogrammi di questo trailer, definito dallo stello autore bello e terribile, ci inchiodano alle nostre responsabilità!

Per non ricorrere a sponsor il progetto è autofinanziato, è possibile fare un “piccolo investimento” per un futuro consapevole, aiutando Chris Jordan nel suo lavoro. “Midway” su Kickstarter

Il Disobbediente2 – © 27.06.2012

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Il caso o caos Carbosulcis e il ‘giallo’ Lorefice

Oggi vogliamo occuparci del caso Carbosulcis, la miniera di carbone sita il località Monte Sinni, tra Gonnesa e Portoscuso, nella provincia Carbonia-Iglesias, sotto il controllo della Regione.

Ma più che della miniera in sé del suo nuovo manager Alessandro Lorefice. La sua nomina (valutata in 100-150 mila euro all’anno che Lorefice avrebbe ridotto a 50 mila), avvenuta per mano del Presidente della Regione Ugo Cappellacci, ha destato non poche polemiche nell’ambiente politico e sindacale.

Ma chi è Alessandro Lorefice? Di lui si sa poco. Di sicuro non ha alcuna competenza in materia mineraria e tantomeno ha esperienze di gestione e amministrazione di società pubbliche.

Il Governatore Cappellacci ha affermato di aver deciso e deliberato la nomina dopo aver valutato i titoli di studio e il curriculum del prescelto. Vediamo questo benedetto curriculum.

Vanta una laurea magistrale conseguita poco meno di un anno fa all’Unisu, Università telematica delle scienze umane “Niccolò Cusano” di Roma ed ha appena iniziato il praticantato legale. Negli archivi delle fabbriche, dei cantieri minerari della Sardegna e della Penisola però non c’è traccia di esperienze riconducibili a Lorefice. In sostanza, non ha mai respirato polvere di carbone, piombo o zinco.

Risulta invece che la “longa manus” del padre Raffaele (conosciuto ad Iglesias per guai giudiziari quando ricopriva la carica di assessore ai servizi sociali ), preside dell’Istituto tecnico Enrico Fermi, lo abbia fatto diventare professore nonostante non abbia conseguito alcuna abilitazione.

Ma la nomina di Lorefice è basata veramente sul suo “prestigioso” curriculum? Vi sono seri dubbi.

Le cronache narrano che il tutto nasce durante il Congresso Provinciale del Sulcis-Iglesiente del PDL del 25 febbraio. Si deve votare per il nuovo coordinatore. Due i candidati: Pier Paolo Acca e Alessandro Lorefice.

Acca, sostenuto dai politici più rappresentativi del PDL in Provincia, Claudia Lombardo e Antonello Liori, ottiene 996 voti, Lorefice, sostenuto da Cappellacci e dal consigliere regionale Giorgio Locci, si ferma a 493.

Ed è proprio nel Congresso che lo strappo tra le due correnti si consuma definitivamente.

Lorefice, neo consigliere comunale, voleva un posto di prestigio, capogruppo o presidente dell’assemblea e non voleva aspettare il giro di boa di metà legislatura. I suoi desideri evidentemente non sono stati esauditi, e così si consuma lo strappo con la Lombardo e l’avvicinamento a Cappellacci, che appena può lo premia con un posto di tutto rilievo.

Intanto la nomina continua provocare reazioni anche all’interno dello stesso PDL con lo scontro verbale Nizzi-Cappellacci e anche in Consiglio Regionale con il PD che presenta una mozione che chiede la revoca della nomina di Lorefice.

L’11 giugno la rinuncia all’incarico con una lettera al Governatore e motivata da Lorefice con i «continui e ripetuti assalti che vengono rivolti a Lei e alla mia persona e che tolgono la serenità al suo delicato operato in seno al consiglio regionale». Una lettera in cui Lorefice parlava anche di «attacchi ignobili che mi sono stati rivolti con l’inevitabile coinvolgimento di tutta la mia famiglia che rappresenta il bene più prezioso che ho».

Formalmente la scelta delle dimissioni sarebbe legata a una richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di falso e truffa ai danni dello Stato per il curriculum indicato dal giovane. Ma da una inchiesta portata avanti dal quotidiano La Nuova Sardegna le dimissioni sarebbero legate alla gestione della società.

Sin da due giorni dopo l’insediamento tra Lorefice e il Direttore Generale Mario Porcu, che è anche Presidente e Direttore Generale della Sotacarbo, (società che si dedica alla ricerca su processi e tecnologie controllata dalla Regione) il clima in azienda è peggiorato. Pare che i contrasti siano stati accesi e tutt’ altro che diplomatici, al punto da provocare l’intervento della Regione che ha “consigliato” Lorefice al passo indietro.

Ora si cerca un nuovo manager e Cappellacci avrebbe in mente la promozione sul campo dell’attuale Direttore Generale della società, Mario Porcu.

Ma ecco il colpo di scena.

Mentre da Cagliari arriva, dalla Giunta Regionale e dallo stesso Cappellacci, la conferma che l’incarico di amministratore unico è vacante per la rinuncia spontanea di Lorefice e che l’assemblea della Carbosulcis si riunirà il 3 luglio per procedere alla nomina del successore, il baldo giovane nega di aver presentato le dimissioni ma di aver solo dato la sua disponibilità.

Qualora si procedesse ad una nuova nomina e Lorefice continuasse ad affermare di non essersi dimesso chi pagherà per tutti questi errori e questi giochi di palazzo.

Saranno ancora una volta gli incolpevoli Sardi?

Roberto Abis – © 23.06.2012