I Rom invadono San Sperate e la ripuliscono

“SVEGLIA!!!!! Sono arrivati a San Sperate oltre 400 Rom”

Questo è l’incipit di un volantino che è girato per la cittadina di San Sperate, con il lodevole intento di svegliare la popolazione ignara del grave pericolo.

Un’invasione degli sfollati dell’ex campo nomadi della 554 che si riversa nella cittadina.

È allarme.

San Sperate è una piccola cittadina di circa 7.800 abitanti, il Paese Museo, il paese che ha dato i natali allo scultore Pinuccio Sciola, il paese dei Murales, il paese della cultura.

Arrivano i Rom ed invadono la piccola cittadina.

La notizia rimbalza fra le case, le persone, le strade, i negozi.

Lo sgombero del campo nomadi fra la 554 e Viale Monastir ordinato dal sindaco di Cagliari Massimo Zedda, in ottemperanza al provvedimento del Tribunale di Cagliari, è perentorio: entro il 2 luglio il campo nomadi deve essere liberato.

Riprendendo le parole scritte dal quotidiano L’Unione Sarda del 21 giugno: “Inizialmente una parte della comunità rom si era detta contraria all’ipotesi di vivere in appartamenti perché in contrasto con le tradizioni della loro etnia. Anche per questo in settimana c’era stato un incontro in Comune con il sindaco Zedda: i nomadi chiedevano che fosse messa a disposizione un’area compatibile con i loro usi e costumi. L’abbandono del campo di viale Monastir riguarda tutti i 157 residenti (93 sono minori): molti di loro stanno firmando i primi contratti di locazione in abitazioni private. Qualcuno provvederà a pagare l’affitto con proprie risorse, ma ci saranno in alcuni casi aiuti e contributi da parte di Caritas e Comune”.

Quindi, ne deduco che dal 21 giugno ad oggi i Rom sono riusciti a moltiplicarsi, passando da 157 a 400 in poco meno di 10 giorni .

Un rapidissimo calcolo, giusto per capire:

400 – 157 (compresi i neonati) = 243

Insomma, in 10 giorni i nostri ‘amici’ Rom hanno messo al mondo altri 243 di ‘loro’.

Non male come tasso di natalità.

La piccola cittadina di San Sperate è invasa ed il neo sindaco Enrico Collu si dichiara furioso.

Agli organi di stampa dichiara (ovviamente furioso): “Mi chiedo come sia possibile apprendere dai propri concittadini che in paese si siano già trasferite, con l’avallo del Comune di Cagliari alcune famiglie Rom”.

Mi sono trasferito a San Sperate circa due anni fa, ho affittato una casa e pur non avendo ancora messo su famiglia non mi è stato chiesto di avvisare il sindaco del mio trasferimento e della mia intenzione di farlo.

Ma ogni paese ha i suoi usi e costumi, forse il neo sindaco Enrico Collu ci tiene a dare il benvenuto a tutti coloro che prendono la residenza e quindi oltre che all’Ufficio Anagrafe occorre passare anche nel suo ufficio per un saluto di accoglienza.

Sono ormai passati due anni, ma domani non mancherò di farlo; anzi invito tutti i nuovi residenti a farlo.

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Ma la nostra piccola storia non è ancora giunta all’epilogo.

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È stato necessario convocare urgentemente un consiglio comunale aperto alla cittadinanza: è allarme per l’invasione da parte dei Rom nella piccola cittadina di San Sperate!

La popolazione si riversa nell’aula comunale.

Il neo sindaco si schiera a fianco della popolazione allarmata e dichiara: “Si sono create le premesse per una situazione di ordine pubblico che non posso controllare. La situazione che ci siamo trovati davanti è inaccettabile, e ora c’è troppa tensione per consentire l’integrazione. Non ho ordinato nessuno sgombero, non ne è ho l’autorità. Ho solo ascoltato le segnalazioni dei cittadini, e a mia volta ho chiesto una verifica delle condizioni igienico sanitarie degli appartamenti dei rom”.

Ma non è tutto, occorre rispondere compiutamente anche attraverso canali informativi non istituzionali e quindi ritrovo le dichiarazioni del neo sindaco anche nella pagina Facebook “San Disperate… San Sperate”: “Viste le insinuazioni di chi evidentemente poco conosce il sottoscritto e i fatti, giusto per chiarire due concetti in attesa che trovi il tempo per raccontarvi meglio e più nel dettaglio tutta la questione dirò:
IL COMUNE E IL SINDACO NON SONO STATI INFORMATI DA NESSUNO NE TANTO MENO RESI PARTECIPI DEL PROGETTO CHE IL COMUNE DI CAGLIARI STAVA METTENDO IN ATTO.
Infatti come ho dichiarato a mezzo stampa sono furioso sopratutto perchè la nostra comunità è stata coinvolta a sua insaputa in un progetto promosso da un altro comune o anche semplicemente informata. In questo modo siamo stati calpestati e offesi nella nostra dignità. Evidentemente pensano che in sardegna si possa mettere i piedi in testa a chiunque senza possibilità di replica. BENE A SAN SPERATE NON E’ COSI!!! E badate bene della questione rom nemmeno arrivo a parlarne perchè già questo mancato coinvolgimento preclude da parte mia ogni dialogo almeno fino a quando la situazione non verrà azzerata.
Aggiungo solo che la nostra piccola comunità ha già tanti problemi e tante vessazioni da parte dei cosidetti “enti superiori”. Non abbiamo soldi per i nostri disoccupati, non abbiamo spazio nella scuola materna per i nostri figli, non abbiamo personale adatto a vigilare e personale qualificato per affrontare problematiche che sono complesse, in poche parole non possiamo farci carico anche di questo problema.
Sopratutto non possiamo farlo al posto di quelli che “scaldano” le loro dorate poltrone al comune di Cagliari (che ha ben altre risorse), in provincia o in regione e non sono mai stati capaci di affrontare e risolvere un problema che và avanti da decenni. Altra cosa che mi dà tremendamente fastidio è che pare venir fuori un’immagine di poca tolleranza da un paese come San Sperate che da sempre è stato avanti nella cultura nell’accoglienza e nella solidarietà e nell’attenzione al sociale. La colpa non è nostra ma di chi ha cercato di imporci le proprie decisioni senza prima coinvolgerci, che ha partorito un progetto che con queste premesse non può che essere fallimentare come la situazione che si è creata a San Sperate dimostra. San Sperate non merita questo”.

Leggo e rispondo di getto dal mio profilo personale con queste parole:

L’etnia Rom (fonte wikipedia):

Un dato costante della storia del popolo Rom va rintracciato nella persecuzione che hanno sempre subito, la riduzione in schiavitù, la deportazione e lo sterminio.
Lungo la storia che li accompagna fino ad oggi si è protratta nel tempo la diffidenza nata al loro primo apparire nel Medioevo europeo: il nomadismo come maledizione di Dio; la pratica di mestieri quali forgiatori di metalli, considerati nella superstizione popolare riconducibili alla magia; le arti divinatorie identificabili come aspetto stregonesco, ecc.
Di qui la tendenza delle società moderne a liberarsi di tale presenza anche a costo dell’eliminazione fisica. Tutti i paesi europei adottarono bandi di espulsione nei loro confronti, fino alla programmazione del genocidio dei rom, insieme a quello degli ebrei, durante il nazismo in Germania.
Si stima che nel mondo ci siano tra i 12 e i 15 milioni di rom. Tuttavia il numero ufficiale di rom è incerto in molti paesi. Questo anche perché molti di loro rifiutano di farsi registrare come di etnia rom per timore di subire discriminazioni.

La questione Rom è il punto centrale del discorso quindi un ‘nemmeno arrivo a parlarne’ è semplicemente tentare di nascondere la testa sotto la sabbia, perché se si fosse trattato di terremotati dell’Emilia, rifugiati politici Curdi o bimbi di Chernobyl forse non ci si sarebbe dichiarati ‘furiosi’ ma ci si sarebbe dichiarati fieri e accoglienti
L’’appello accorato ai problemi del paese è degno del miglior Cetto La Qualunque, una botta al ‘paese ha già tanti problemi’, un’altra all’immancabile problema scuola (il cuore di mamma si intenerisce sempre alle parole ‘i nostri figli’), un’altra ancora al lavoro (quando si scrive la parola ‘disoccupazione’ siamo in tanti a saltare sulla sedia indignati), l’ultima è la bottarella alla ‘casta’ visto che si scrive di ‘enti superiori dalle poltrone dorate’
È vero, ‘San Sperate non merita questo’ e nemmeno noi cittadini meritiamo questo, un po’ più di sostanza.. grazie..

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Ma la nostra piccola storia non è ancora giunta all’epilogo.

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Questa mattina decido di andare a vedere dov’è questo grande accampamento Rom vicino alla mia nuova cittadina.

Negli articoli dei giornali si scrive di ‘terreni vicino all’Emmezeta’ ma nonostante il mio affacciarmi al finestrino della macchina per curiosare nelle campagne accanto al centro commerciale, non scorgo nessun accampamento.

Decido di chiedere informazioni.

Fermo la macchina e mi avvicino ad un anziano signore che sta lavorando la campagna.

L’anziano signore risponde alle mie domande:

“Sì, da qualche giorno c’è una famiglia Rom in una casa alla periferia del paese”.

Chiedo io: “Una famiglia?”

E lui: “Sì, ma io non so.. una famiglia, forse due, una trentina di persone.. forse..”.

Gli chiedo: “Lei cosa ne pensa?”

Mi risponde: “Ieri c’è stata un’assemblea nell’aula del comune, c’era tanta gente.. Io non so, alla fine sono persone come noi, con usanze diverse”.

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Sì, sono persone esattamente come noi.

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Arrivo nel grande accampamento Rom. Fa molto caldo, trovo una famiglia che dialoga, bimbi che corrono e un anziano signore che mi offre una birra fresca.

Ratko Halilovic, conosciuto da tutti come Boban mi presenta la sua famiglia e mi racconta che è qui in Sardegna da 40 anni, sua sorella è nata qui e ha 32 anni, i suoi figli sono nati qui.

Il grande campo Rom è costituito da 14 persone, la famiglia di Boban e quella di suo figlio di 19 anni.

Con l’aiuto della Caritas di Don Marco hanno trovato sistemazione in una casa in affitto alla periferia di San Sperate. Mi dice che hanno stipulato un regolare contratto d’affitto di un anno, mi vuole far vedere il contratto ma io gli rispondo che non è necessario.

Facciamo un giro attorno alla casa, mi indica quello che hanno trovato e quello che hanno sistemato.

Boban e famigliola si sono dedicati alla pulizia della casa e del terreno attorno che era diventato punto di raccolta dell’immondizia di alcuni solerti cittadini di San Sperate; il frutto della civiltà viene sistemato in una decina di grandi buste.

Boban nel mentre che camminiamo, mi dice: “Questa mattina è venuta l’assessore del comune ed io ho chiesto dove potevo portare tutte le buste che abbiamo riempito per non lasciarle buttate qui così, ma non mi ha dato risposta. Io non so dove posso, se c’è un posto io posso portarle perché ho un furgone”.

Già, dove poter conferire le buste di questi ‘sporchi e immondezzari’ Rom?

Mi chiede: “Ma scusa, perché vogliono mandare i vigili sanitari della ASL a controllare la nostra casa e quando c’era la signora che ci viveva prima non li hanno mandati?”.

Non ho una buona risposta, ascolto e mi guardo attorno.

La sorella di Boban mi dice: “Noi non vogliamo rubare le case ai sardi, non abbiamo chiesto e non chiediamo niente. Non vogliamo favori, vogliamo semplicemente vivere in uno spazio dove non essere sempre costretti a dover andare via”.

Un bambina mi chiede di farle una foto, la moglie di Boban allatta un bimbo sotto il fresco della veranda, tre pappagalli in una gabbia vicino alla roulotte, un cane che corre, abbaia e scodinzola e il padre di Boban che mi sorride con la sua bottiglia di birra in mano.

Questo è il grande accampamento Rom che incute terrore alla piccola cittadina di San Sperate, che ha fatto infuriare il sindaco e che ha riempito le pagine dei giornali isolani di questi ultimi giorni.

Per ultimo, vorrei segnalare la profondità di queste parole scritte da un civile cittadino di San Sperate:

Se, tra i nostri nuovi vicini ROM, c’e’ qualcuno che si occupa di smaltimento di rifiuti ferrosi,sappia che a casa abbiamo un bel po’ di PIOMBO!!!!!”.

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Anche io ho paura, ma di VOI non di LORO.

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Forse per farli sentire a loro agio, da paese accogliente (come ci ricorda il nostro primo cittadino) gli abbiamo voluto dare il benvenuto con una montagna di immondizia..

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Link utili:

http://www.radiopress.it/2012/07/il-sindaco-di-san-sperate-furioso-con-massimo-zedda-i-rom-sgomberati-dalla-554-arrivano-da-noi/

http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/279770

http://www.videolina.it/view/servizi/28863.html

http://www.radiopress.it/2012/07/san-sperate-contro-larrivo-dei-rom-in-300-chiudono-le-porte-a-due-famiglie-trasferite-dalla-5544/

Il Disobbediente1 – © 05.07.2012

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45 thoughts on “I Rom invadono San Sperate e la ripuliscono

  1. Pingback: IL NEURONE DI SAN SPERATE… E MONSERRATO: SPARIAMO IL BOSONE DI HIGGS CONTRO I ROM! | ArcheoloGGia NuraGGica

    • Mi scusi, ma lei parla per supposizioni o ha preso la briga di andare a vedere la situazione reale?
      Quali sono le inesattezze? Le chiedo di portare avanti fatti realmente accaduti in quel di San Sperate dall’arrivo di questa famiglia e non ciò che secondo la sua sfera di cristallo arriverà.

      Il Disobbediente2

      • parlo per migliaia di euro spesi a ricomprare attrezzature rubate da persone di questa nazionalità contro la quale non si è potuto fare niente! non credo lei viva di agricoltura, per capire bene di cosa sto parlando

  2. e poi…. riguardo al commento sul piombo… è ovvio che il cittadino che ha scritto questo o gli altri cittadini non vanno in giro a sparare all’impazzata!!! è indicativo di invasione delle proprie abitazioni per furti…della quale i rom purtroppo sono molto risaputi fare. Non si preoccupi, non andrà in giro per il nostro paese col rischio che si ritrovi “sparato” senza alcun motivo. E poi l’immondizia prima non c’era ci abitava una famiglia, facile fare un filmato dopo qualche giorno di occupazione da parte loro!!! Vuole per caso dire che non fanno rifiuti gli zingari??? se così non fosse, non ci sarebbe bisogno di bonificare la zona interessata nella 554, che è un letamaio… inoltre scrive i commenti di questo signore… mi scusi ma lei pretende che vada a dire in giro che le loro intenzioni sono ben altre??? è ovvio che si difendano anche loro!!!! complimenti a chi ha redatto questo articolo, nascondiamoci dietro alla scusa del razzismo, tanto ormai si riesce solo a dare questa spiegazione perchè è la più facile, anzichè ascoltare le parole delle persone che hanno veramente preoccupazione per sè stessi e per la propria comunità!

  3. Stasera alle ore 19.00 presso il comune di San Sperate, si terrà un consiglio comunale per discutere dell’emergenza rom.
    Vista la chiara matrice razzista e xenofoba del volantino circolato in questi giorni, invitiamo chiunque non si riconosca in questa assurda cultura intollerante ad essere presente all’assemblea.

    Il Disobbediente2

  4. Sarà necessario calmare gli animi, la gente è spaventata perchè non conosce la storia dei rom , e i rom devono convivere con la città dove risiedono. si possono fare cose bellissime perchè quello che molti non sanno è che i rom sono cittadini a tutti gli effetti e che alcuni risiedono in Italia da generazioni,le assemblee comunali sono in genere un posto dove prendere voti. la gente se è motivata e portata a conoscere e a condividere altre culture è più tollerante dei nostri politici. oggi alle 17.30 sarà presene a Roma presso un campo che il sindaco vuole smantellare dopo il lavoro immane fatto soprattutto per l’inserimento dei bambini. auguri. se posso e fate qualcosa in estate con loro spero di vederci.:) auguri e grazie per la vostra tenacia
    vanna (tarigi2000@yahoo.it)

    http://www.santegidio.org/pageID/853/La_Comunit_di_Sant_Egidio_con_i_Rom_e_i_Sinti.html

  5. Se è vero che la casa fosse così sporca prima dell arrivo della famiglia perchè la caritas li avrebbe dovuti spostare da una discarica a un altra discarica ?

  6. Caro disobbediente ( e gia’ il non presentarsi mi lascia perplesso). Siamo felici del tuo reportage giornalistico. E’ giusto che i cittadini tutti capiscano quale situazione vi sia in quel terreno destinato a quelle famiglie. E’ importante pero’ ricordare che trattasi di terreno privato e, come conseguenza, nel contratto firmato dalla Caritas e dal proprietario, sono state accettate quelle condizioni di partenza.
    Quello che pero’ mi dispiace, glielo dico con tutta franchezza, e’ la sottile ironia sull’amministrazione e soprattutto sul sindaco di San Sperate che, Le ricordo, sta cercando di gestire per il meglio un’emergenza creata da altri a dispregio delle piu’ elementari regole di rapportazione tra enti locali e istituzioni preposte al coordinamento di tali situazioni.
    Per quanto ci riguarda ci dispiace che queste persone siano solo oggetto di una diatriba politica. La verita’ e’ che nella conferenza dei servizi alla quale hanno partecipato comune di Cagliari, regione, provincia, asl e caritas e avente come oggetto la sistemazione dei nomadi che vivevano sulla 554, San Sperate non sia stata invitata. Hanno scaricato un’emergenza della quale si sarebbe potuto discutere tranquillamente in via istituzionale. Il presidente della caritas ci spiegava come ci siano dei bei soldoni stanziati, a quanto pare, dalla giunta Zedda, che serviranno per pagare affitti, bollette e sfamare questa gente. D’accordissimo. Come amministrazione anche noi ieri siamo andati da loro. Abbiamo sentito il loro parere. Sono davvero dispiaciuti della loro sistemazione forzata. Se abbiamo disposto gli accertamenti igienico sanitari e’ solo perche’ tante persone in spazi cosi ristretti non ci possono stare. L’esito sara’ ovviamente negativo. La questione non e’ stata gestita come dovuto dal comune di Cagliari che, intanto, per essere sicuro che quei nomadi andassero altrove, ha anche emesso l’ordinanza n. 644 del 30/06/2012 con la quale impone il divieto di sosta per tutti i camper nel suo territorio in terreno pubblico e privato(La invito ad esaminarla). In altre parole ci si’e’ assicurati che andassero via da Cagliari. Allora mi chiedo. Perche’ tanta indignazione solo a San Sperate? Affermo cio’ nell’essere concorde che le esagerazioni siano dilagate. Non c’entra il razzismo, non ci interessa delle preoccupazioni estreme che si sentono in giro. Forse ci dispiace che tanta disponibilita’ della caritas non non ci sia stata per nostri concittadini che versano in simili situazioni. Forse ci dispiace per essere stati scavalcati. Cio’ che importa, alla fine, e’ che questi bambini abbiano spazi adeguati nei quali vivere. Ed e’ questo il vero obiettivo del Ns consiglio di stasera, diversamente da quanto si e’ intuito, o meglio, ho intuito leggendo il suo articolo. Grazie.

    Federico Cinus
    Consigliere di maggioranza del comune di San Sperate

  7. Quindi ora ci insegnano anche come tenere pulite le strade !!??? vi siete mai avvicinati al campo rom della 554 ?..è un letamaio ..e la zona deve essere bonificata .Avete mai dovuto sopportare il puzzo nefasto e l’aria impregnata dal fumo tossico dei coppertoni delle macchine bruciati dai rom ????? per non parlare dei danni provocati alle macchine !
    Trovo questo articolo decisamente ridicolo , puerile e inutilmente buonista e certo non mi fa cambiare idea..sono i rom stessi me me la devono far cambiare

  8. A parte tutta la demagogia di questo articolo, piu’ adatto a fare del sensazionalismo che un’ analisi che si basa su i fatti, vi dico come la penso.
    Io non sono di San Sperate, ma trovo veramente assurdo che il Sindaco Zedda ( persona che stimo) non abbia trovato ne’ un luogo alternativo dove sistemare i Rom ne’ si e’ preso la briga di convocare il primo cittadino di San Sperate.
    I dubbi della popolazione riguardo ai Rom sono avvallati dai fatti, dove abito io a circa 20 km da San Sperate non ci sono campi Rom, ma periodicamente i Rom vengono, si mettono ai semafori, o fuori dei supermercati e li’ chiedono l’elemosina, e ogni volta nello stesso periodo si registrano furti nelle case. Sara’ un caso…mah ? Ma non mi sento ne’ di dare torto al Sindaco di San Sperate, ne’ di tacciare i cittadini di San Sperate come razzisti, qui’ si tratta solo di stabilire delle regole come fanno tutti i paesi civili, e non mi pare che il primo cittadino di Cagliari le abbia rispettate.
    Peccato, perche’ sono convinta che se ci fosse stato dialogo, tutto questo non sarebbe successo, ma a volte si pecca di presunzione, la presunzione che molti politici mettono in atto per far valere le proprie azioni…!!!

  9. ..la verità stà nel mezzo e MAI da una parte sola…la paura dei cittadini è comprensibile…ma fare di tutta un’erba un fascio è deleterio, farabutti sono ovunque e spesso portano giacca e cravatta, profumano ma…come ti fregano loro nn ti frega nessuno!

  10. …la verità stà nel mezzo e MAI solo da una parte…la paura dei cittadini è comprensibile ma attenzione a nn fare di tutta un’erba un fascio..ci sono ben ladri che portano giacca e cravatta, profumati di lavanda che….

  11. Mino
    Sono un comune cittadino di San Sperate, vorrei solo elencare alcuni punti, ho vissuto in Olanda per 6 anni, e altri 5 anni in Marocco, forse conosco piu’ culture Multietniche di qualc’un altro.Vorrei soltanto precisare che SAN SPERATE non puo’ e non deve essere qualificata come un paese RAZZISTA in quanto gia’ da tanti anni nella nostra comunita’ risiedono tanti cittadini extracommunitari i quali lavorano, mandano i loro figli a scuola, pagano le tasse, ma sopratutto si sono pienamente integrati nella nostra comunità.

  12. Gia che l’articolo è uscito 2 giorni dopo lo stanziamento di queste persone mi fa sorgere diversi dubbi , perchè passandoci ogni giorno in pratica di fronte a quella casa non ho mai visto segni di cosi tanta spazzatura..ma vabbè.
    La cosa che mi fa ridere sono i commenti di questa gente ..” Questa spazzatura di italiano”..Bè , cosa volete? Darci lezioni di pulizia? O dobbiamo farvi vedere la MERDA che avete lasciato nei pressi delle 554, perchè di merda si tratta? Copertoni bruciati , tutti i loro bisogni nella strada , bambini che lanciavano oggetti alle macchine.
    L’autore di questo articolo lo sa? Questo finto buonismo mi disgusta, far passare per razzisti la gente che GIUSTAMENTE non vuole questa gente vicino a casa loro! Addirittura dicono che non vogliono rubare..Ah no? Questo lo vedremo , non voglio fare il mago ”con la sfera di cristallo ” , ma avrei alcune domande:
    1) Come pensate che vivano ora? Di aria? Nei pressi di quella casa ci sono migliaia di campi coltivati , frutta , verdura ecc..I furti non si fanno solo nelle case!
    2)Se rubate , perchè avete questa brutta fama? Da cosa è nata?? Se l’è inventata qualcuno e ha sparso la voce? O ci sono stati veramente dei fatti che confermano ciò? Alcuni risalenti a qualche anno fa proprio qua a San Sperate, stranamente con l’avvento di qualche zingaro?
    Un’ultima considerazione sulla ”battuta” del cittadino pieno di piombo..
    Noi siamo pacifici , per me non me ne frega nulla se rimangono li , buoni , e vivono la loro vita senza fare atti vandalici , ma se qualcuno di noi se li ritrova in casa , poi non venitemi a parlare di razzismo !
    Perchè siamo buoni , si , ma coglioni no. E queste sono le ultime persone che ci dovrebbero prendere per i fondelli, se dopo tanti anni che vivete in Sardegna/Italia , non vi siete ancora integrati con la società , un motivo ci sarà? O No? Perchè qua a San Sperate ci sono delle persone non italiane che lavorano, si relazionano con gli altri o comunque riescono a fare i buoni concittadini, in pochè parole , SONO UTILI PER LA SOCIETà.
    Buona giornata a tutti!!

  13. sei solo un pagliaccio che si nasconde dietro ad un blog … un schifosa manovra politica per sminuire e infangare non solo il sidaco nuovo di San Sperate ma anche i cittadini stessi …. sei un PAGLIACCIO mio caro disobbediente … sono sicuro che se salta fuori il tuo nome si viene a scoprire che sei uno di qualche fazione politica che ha perso le comunali 20 giorni fa!!! PAGLIACCIO!!!

  14. Intervengono per due precisazioni:
    per il mio nome e cognome non occorre scomodare la polizia di stato, basta semplicemente cliccare sulla sezione -Chi siamo- di questo stesso blog.
    La seconda è che non faccio parte di alcuno schieramento politico, né vincente né perdente.

    Questo è un punto di vista, ben venga che ve ne siano altri migliori del mio.

    Un saluto a tutti.

    Il Disobbediente1

  15. …beh..a parte i toni..il problema esiste ed è a livello nazionale nn solo sansperatino…credo di non dire blasfemie se penso si debba trovare un modo per assicurarci che chiunque venga in italia lo faccia per lavorarci e non per delinquere..ma ovviamente si deve dare un tempo a chiunque per cercarsi ed organizzarsi nel lavoro…passato quel tempo, credo che la nostra società non possa permettersi altri furbi nullafacenti (già ne abbiamo troppi nel parlamento, enti, regioni e comuni!!)…pace e bene!!
    ps: se massimo zedda ha fatto questa manovra avrà di certo le sue buonissime ragioni…tempus tempera!

  16. Apprezzo il tuo punto di vista, facilmente fuori dal coro, come spunto di discussione, ma non riesco a condividerlo del tutto.

    Vorrei che con la stessa dovizia di particolari ci spiegassi perché si è reso necessario sgombrare con urgenza il campo nomadi della 554.

    Vorrei che ci documentassi quali siano stati i costi di costruzione di quel campo, quali i suoi costi di mantenimento in questi anni e quali saranno quelli necessari al suo ripristino ambientale.

    Vorrei sopratutto che ci chiarissi chi lo ha ridotto in quello stato e perché questa storia si è ripete inesorabilmente in ogni situazione ed in ogni luogo.

    Questo è il punto cruciale della discussione, questo il motivo di tanta preoccupazione.

    Vorrei capire infine perché il problema non debba esser risolto ma sempre trasferito come prassi pseudo-vaticana.

    La soluzione del problema sta unicamente nel rispetto delle regole e delle leggi della comunità ospitante.

    Fatto questo sarà impossibile, anche per i più scettici, non rispettare loro e non apprezzare i tanti lati positivi della loro cultura.

    Per cui mettiamo da parte in finto buonismo catto-clericale che dispensa beneficenza con il soldo altrui e lavoriamo perché si arrivi ad una vera integrazione che parte, repetita iuvant, dal rispetto condiviso delle regole.

    • …caro GrGnet…l’intento di questo post era unicamente quello di condividere una testimonianza diretta.
      Assolutamente concorde con la frase: La soluzione del problema sta unicamente nel rispetto delle regole e delle leggi della comunità ospitante.
      Per il resto se vuoi condividere con noi i risultati delle tue ricerche su costi sgombero e/o costruzione campo, saremo ben lieti di discuterne con te

      Il Disobbediente2

  17. Siamo alle solite, nulla di originale. La storia è proprio vero che non insegna nulla. Il razzismo viene da lontano è ha origini profonde nella cultura sarda e Italiana. Anni di smantellamento delle istituzioni scolastiche ha fatto riemergere con prepotenza il peggio del peggio. Un tempo ci si vergognava di esternare pubblicamente tanta piccineria con tale violenza, ora tra Lega Nord e compagnia di giro cantante anche i piu biechi sentimenti sono stati aimè sdoganati. In Italia come in tutti paesi civili, la responsabilità rispetto alla non osservanza delle norme è INDIVIDUALE per I CITTADINI Rom (per la maggior parte cittadini italiani a cui sin dalla prima infanzia vengono negati i diritti più elementari) si prevede una responsabilità collettiva rispetto ad atti chei singoli mebri ascrivibili a quella etnia (si suppone) abbiano compiuto. A che civiltà giuridica appartengono questi ragionamenti? Vige per caso una legge speciale per le minoranze che non ci piacciono? E se esiste una cosa del genere siamo certi di essere al sicuro pure noi nativi sardi/italiani? Questi giorni mi è capitato un’articolo di Emilio Lussu che con sarcasmo commenta dall’esilio le leggi razziali del ’38. I politici che amministrano le comunità locali oggi, ma di che pasta sono fatti? Dove è andato il senso di responsabilità di chi esercita una funzione così alta? Dove è finita la pedagogia della politica? E vabbè che la nostra non è una comunità di santi, passi pure che la selezione di chi governa possa non essere quella immaginata per il re filosomo… Ma uno scadimento così “osceno” è veramente disperante. Congratulazioni all’estensore del pezzo. tutta la mia solidarietà a quelle “specifiche” famiglie così calorosamente accolte a San Sperate.

  18. non metto in dubbio quanto esposto nel post, per il semplice fatto che non ho verificato…… UNA DOMANDA PERO’ AVREI POSTO AL “CAPO” E A TUTTI GLI ALTRI COMPONENTI ADULTI: COME VI MANTENETE, CHE LAVORO FATE PER GUADAGNARE QUANTO PER VIVERE???? una domanda semplice semplice, a cui dovrebbe seguire una risposta semplice, semplice….

  19. grazie sanperatina, hai perfettamente ragione….io passo di fronte a quella casa OGNI GIORNO, e non è mai stata ricoperta di immondizia come nel video….quindi, vedendo i dintorni del loro ex campo mi risulta facile capire chi sia stato….
    complimenti a chi ha abboccato…
    mi toccherà mettere sotto chiave tutti i giochi dei bimbi che prima lasciavo in giro per il giardino, e forse prendermi anche un paio di cani…..e non è razzismo, ho diversi amici di colore, quelli che vendono per strada, e loro lavorano x pochi spiccioli e tanti insulti…i room no…

  20. Sono d’accordo su quasi tutto quello che hai scritto; secondo me però, la popolazione andava AVVISATA PRIMA.

    Purtroppo le persone sono piene di PREGIUDIZI e non sempre del tutto
    infondati quindi, per mantenere L’ORDINE PUBBLICO in un Paese, specie se piccolo come nel caso di San Sperate, sarebbe stato necessario PREPARARE i paesani a questo “avvenimento” anche se effettivamente sembra una sciocchezza agli occhi di chi NON è PREVENUTO.

    Infatti quando ti sei trasferito a San Sperate (ovviamente!) nessuno ti ha detto nulla; quando di parla di ZINGARI però, le persone NON sono così TOLLERANTI e bisogna trattare la faccenda con delicatezza…

    Un saluto e buon lavoro.

    Andrea S. (San Sperate, CA)

  21. Io credo che la situazione sia stata mal gestita da parte del neosindaco che ha contribuito a questo sempliciotto sentimento di allarmismo, dove alcune persone si improvvisano sociologi, antropologi, conoscitori di NAZIONALITA’ ROM, di usi e costumi di tutti e tutto. beati voi che sapete tutte queste cose! Ma dicevo, il sindaco, secondo me, avrebbe dovuto “tranquillizzare” gli animi. Che poi tranquillizzare perchè? per cosa? cosa hanno fatto questi zingari? Son stati visti rubare, incendiare, mangiare bambini ( ah no! quelli son i comunisti!) ? Però, è RISAPUTO che gli zingari vadano in giro a rubare, non vadano a lavorare. Solo gli zingari? (se rubassero solo gli zingari come sarebbe bello il mondo !)
    Son stati solo trasferiti dalla 554 a San Sperate. Ma nessuno li vuole. Nemmeno il sindaco di Monserrato. E allora che facciamo? Vogliamo riaprire i forni crematori? (domanda retorica che posso permettermi di scrivere visto che tanto qui nessuno è razzista!)
    Io son veramente sconcertata da tutto questo polverone. Voglio dire, fossero stati colti in flagranza di reato, ma nemmeno quello. Il cosiddetto GARANTISMO vige solo per i politici tra politici.
    e poi parte della nuova giunta mi fa veramente sorridere. Sempre in chiesa, così cattolici praticanti, però poi faccio fatica a vedere spirito cristiano. Ma non voglio fare facili moralismi inutili, che se c’è una cosa che detesto quello è il moralismo.
    A parere mio, tutta questa storia si potrebbe riassumere con il titolo di una commedia shakespeariana: Molto rumore per nulla.
    Un saluto

  22. ….miele….il disobbediente….ottima la concretezza di federico cinus…..alla fine…..credo…….spero……MOLTO RUMORE PER NULLA

  23. Nessuno ne parla e tantomeno i media!
    E’ partita la raccolta firme per il referendum (abrogazione art.2- legge 1261 del1965)
    per tagliare gli stipendi d’oro dei parlamentari. Ogni cittadino può firmare presso l’Ufficio Elettorale del comune di residenza entro il 26 luglio 2012 e bisogna raccogliere almeno 599.000 firme.
    Diamo una mano a noi stessi, spargiamo la voce e andiamo a firmare.
    COPIA/INCOLLA E FAI GIRARE
    ….e vai a firmare!

  24. Vorrei semplicemente consigliare a tutti la lettura di un libro molto interessante: LA VERGOGNA E LA FORTUNA di Bianca Stancanelli.
    Lo consiglio soprattutto a quelli che non hanno avuto la fortuna di conoscere qualche ROM o SINTI personalmente…….

  25. Tutti buoni qua a parlare e fingere di essere gentili….aiò!
    Li hanno mandati via dalla 554 per motivi igienici sanitari…un motivo ci sarà,no??e cosa fanno??li mettono all’interno di un paese??almeno prima anche se sporcavano lo facevano in perfieria e anche un pò “nascosti”..mentre ora sono all’interno di un paese e sono il biglietto di benvenuto per il nostro paese…proprio un bel benvenuto soprattutto ora che c’è la sagra!!!Bisogna mandarli via,e chi mi diano pure del razzista,me ne frego,qui non ci fanno nientre e se mi si chiede dove allora vanno messi la domanda la si faccia a zedda e a tutti quelli che fanno i buoni perchè non se li portano loro dentro casa propria!!
    Marco San Sperate

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