Il dubbio di Unilever: sfamare gli affamati o affamare gli sfamati?

Dal sito istituzionale di Unilever Italia:

(http://www.unilever.it/)

Vogliamo ispirare miliardi di persone a prendere piccole azioni giornaliere che contribuiscano a fare una grande differenza.

L’ultima notizia, che leggo nello stesso sito mi riempie il cuore di gioia:

Torna “Tutti per Uno”, il progetto di Unilever con WFP e 4 insegne della distribuzione per sconfiggere la malnutrizione infantile.

Anche quest’anno torna “Tutti per Uno”, l’iniziativa internazionale di raccolta fondi per combattere la malnutrizione infantile, promossa da Unilever in collaborazione con il Programma Alimentare Mondiale (World Food Programme). In questa edizione sono coinvolte quattro importanti catene della grande distribuzione: Billa, Conad, E.Leclerc-Conade Penny Market.

TITOLO: LA MEDAGLIA

Lo scorso anno ho appreso la nascita del Progetto “Tutti per Uno”.
Unilever Italia, Conad e Leclerc-Conad insieme al Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite con un unico obiettivo: combattere la malnutrizione infantile in Bangladesh.
Unilever Italia, in collaborazione con il Programma Alimentare Mondiale (WFP) – agenzia ONU impegnata nel combattere la fame nel mondo – e con il supporto di Conad e Leclerc-Conad, che hanno offerto il proprio impegno in esclusiva per l’operazione, lancia il progetto TUTTI PER UNO.

Per proteggere i bambini dalla fame; progetto attraverso il quale Unilever si impegna a donare al Programma Alimentare Mondiale circa 8 milioni di pasti scolastici ai bambini delle aree più povere del Bangladesh.
Per donare un pasto scuola basta acquistare 2 confezioni di un prodotto Unilever – scegliendo tra tantissimi marchi come Cornetto, Magnum, Calvé, Knorr, Dove, Mentadent, Svelto, Cif ecc. – in uno dei 1.400 punti vendita Conad e Leclercadererenti all’iniziativa, dal 4 al 13 agosto 2011.In alternativa, si puòinviare un sms da 2 euroal numero 45507 dai cellulari Tim, Vodafone, Wind, 3, Poste Mobile e CoopVoce oppure chiamando lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Fastweb e TeleTu sempre allo stesso costo, dal 1° al 21 agosto 2011.
Oggi, 200 milioni di bambini nel mondo sono malnutriti e di questi solo 50 milioni hanno più di 5 anni, perché è difficile sopravvivere oltre quella soglia. Nel solo Bangladesh sono 8 milioni i bambini malnutriti.
Per questo Unilever è da tempo impegnata a livello mondiale al fianco del Programma Alimentare Mondiale, dando il proprio contributo per combattere la fame nei Paesi in via di sviluppo. Una collaborazione che nasce dalla lunga tradizione di Unilever quale azienda saldamente radicata nelle comunità locali di tutto il mondo e, in quanto tale, conscia del proprio ruolo di responsabilità sociale ed economica. Per questo, tra gli obiettivi del nuovo Piano per il Vivere Sostenibile, c’è il miglioramento delle condizioni di vita di 1 miliardo di persone nel mondo entro il 2020.
Tra le diverse iniziative, nel 2006 Unilever ha dato vita al progetto mondiale ‘Together for Child Vitality’, in collaborazione proprio con il Programma Alimentare Mondiale. Nel 2009 e nel 2010 il progetto ha visto realizzare “Roma scende in campo”, evento sportivo di beneficenza promosso da Unilever Italia a cui hanno partecipato prestigiosi esponenti dello sport romano – tra cui Francesco Totti, Claudio Ranieri, Daniele De Rossi.
Negli ultimi 2 anni Unilever Italia ha donato quasi 200.000 euro e 1 milione di pasti scolastici al Programma Alimentare Mondiale. Con il suo impegno sostiene la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite, in particolare il primo: combattere la povertà estrema e ridurre della metà la percentuale del numero degli affamati, e il secondo: garantire l’istruzione primaria per tutti.
Nelle aree dove i bambini sono maggiormente a rischio a causa della malnutrizione, riuscire a mandarli a scuola, donando un pasto, significa garantire loro un futuro diverso e migliore.
Donare pasti al Programma Alimentare Mondiale significa così raggiungere il duplice obiettivo di nutrirli e istruirli, incentivando le famiglie a mandarli a scuola.

L’ Unilever Sustainable Living Plan si prefigge di raggiungere entro il 2020 tre obiettivi principali: aiutare 1 miliardo di persone a migliorare la propria salute e benessere, dimezzare l’impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita dei propri prodotti, approvvigionarsi al 100% di materie prime sostenibili.

Ben 135 milioni di persone nel mondo sono già state raggiunte dai programmi educativi promossi da Unilever fino al 2011, di cui 48 milioni dal programma Lifebuoy che educa al lavaggio delle mani. Nell’ambito della nutrizione, il 61% del portafoglio food globale, e il 67% dei prodotti commercializzati in Italia, rispettano oggi la soglia di consumo giornaliero di sale pari a 5 grammi al giorno, raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

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SOTTOTITOLO:  IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA

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Unilever (proclamata da Animal Aid per esperimenti su animali)

Abuso di potere, Sfruttamento Terzo mondo, Danni all’ambiente, Ogm, Diritti lavoratori, Regimi oppressivi, Illeciti, Sfruttamento animali, Pubblicità scorretta, Paradisi fiscali

Nello specifico:

REGIMI OPPRESSIVI: ha filiali in Brasile, Colombia, Egitto, El Salvador, Guatemala, Honduras, India, Indonesia, Kenya, Messico, Marocco, Perù, Filippine, Senegal, Sri Lanka, Turchia e Uganda.

RELAZIONI SINDACALI: nel Giugno 89 i lavoratori della Gessy Lever a San Paolo, Brasile, occuparono la fabbrica per rivendicare paghe e condizioni di lavoro migliori; 87 di loro furono licenziati. Sebbene poi i lavoratori ricevettero un aumento di paga, la direzione mancò di riconoscere il consiglio di fabbrica eletto dai lavoratori.

SALARI E CONDIZIONI DI LAVORO: nel 1988 membri del sindacato dei lavoratori nella fabbrica Elida Gibbs in Sudafrica scioperarono per il salario minimo. La direzione aziendale ottenne un ordine dalla Corte Suprema che reprimeva i membri del sindacato dall’interferire con la produzione e distribuzione di merci. (Comunque, il sindacato ultimamente ha vinto la sua rivendicazione per un salario minimo mensile di R 195).

DIRITTO ALLA TERRA: Unilever ha una grande fabbrica di tè a Pazar nella Turchia Orientale, un’area dalla quale la gente, la maggior parte Kurdi, è stata espulsa secondo uno schema di sviluppo deciso dal Governo Turco.

AMBIENTE: la compagnia è stata multata per 5.000 sterline nel 1990 per il rilascio di 50 tonnellate di acido solforico concentrato dalla sua fabbrica Crossfield Chemicals a Warrington (Gran Bretagna).
Secondo il Registro dell’Autorità Nazionale dei Fiumi, nel periodo Gennaio-Marzo 1991 la compagnia ha superato gli scarichi consentiti tre o più volte. Inoltre, tra l’1-9-1989 e il 31-8-1991 la compagnia fu dichiarata colpevole di inquinamento delle acque.

COMMERCIALIZZAZIONE IRRESPONSABILE: Unipath, filiale della Unilever, è stata criticata da Maternity Alliance per l’offerta di una fornitura mensile di un complesso vitaminico insieme ai kit per il test della gravidanza. I gruppi fanno notare che nel 1990 il Dipartimento della Sanità consigliò alle donne gravide di evitare di prendere integratori dietetici che includono la vitamina A, a causa dei pericoli di difetti nel nascituro.

CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO: nel Febbraio 1992 Mid Somerset Earth First! lanciò il boicottaggio della Unilever e dei suoi prodotti dietetici integrali, alla luce dei test sugli animali e del comportamento globale verso l’ambiente.

Una lista dei principali prodotti e marchi Unilever:

Lipton, Tè Ati, Infusi Montana, Algida, Santa Rosa, Hellman’s, Calvé, Gradina, Riso Flora, Knorr, Slim Fast, Milkana, BioPresto, Cif, Omo, Coccolino, Vim, Lysoform, Svelto, Axe, Rexona, Impulse, Dove, Lux, Clear, Atkinson, Mentadent, Pepsodent, Gibbs, Fabergé, Timotei, Sunsilk, Calvin Klein.

Considerazioni finali..

Mi lavo, mi asciugo, mi profumo, mangio e dormo grazie a Unilever.

Sono molto felice che esista qualcuno che si occupi di affamare per poi preoccuparsi di sfamare, in effetti non avrebbe alcun senso sfamare chi non ha fame.

Abbiamo il dovere di ringraziare, quindi: chapeau, complimenti alla Unilever.

 

Il Disobbediente1 – © 06.07.2012

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