Il popolo della Rete cade nella rete

“Ecco cosa ha fatto HOLLANDE (non parole, fatti) in 56 giorni di governo: ha abolito il 100% delle auto blu e le ha messe all’asta; il ricavato va al fondo welfare da distribuire alle regioni con il più alto numero di centri urbani con periferie dissestate. Ha fatto inviare un documento (dodici righe) a tutti gli enti statali dipendenti dall’amministrazione centrale in cui comunicava l’abolizione delle vetture aziendali sfidando e insultando provocatoriamente gli alti funzionari, con frasi del tipo

un dirigente che guadagna 650.000 euro all’anno, se non può permettersi il lusso di acquistare una bella vettura con il proprio guadagno meritato, vuol dire che è troppo avaro, o è stupido, o è disonesto. La nazione non ha bisogno di nessuna di queste tre figure”.

Touché. Via con le Peugeot e le Citroen. 345 milioni di euro risparmiati subito, spostati per creare (apertura il 15 agosto 2012) 175 istituti di ricerca scientifica avanzata ad alta tecnologia assumendo 2.560 giovani scienziati disoccupati “per aumentare la competitività e la produttività della nazione”.

In pochi secondi la notizia rimbalza sulla rete, peccato che ci si sia dimenticati di informarne anche Hollande ed i francesi.

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Le foto di Hollande condivise dal “popolo della Rete”

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A cascarci anche un blogger “targato” La Repubblica, Leonardo Coen

(http://coen.blogautore.repubblica.it/2012/07/15/la-pozione-magica-di-monsieur-hollande/)

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All’improvviso, come fulminata sulla via di Damasco, Beatrice Mautino si pone una semplice domanda: “Quali sono le fonti? Da dove arriva la notizia?”

Ed ecco la rivelazione:

“ […] lo stipendio dei Ministri e del Capo dello Stato è stato ridotto del 30% o che è stato effettivamente programmato il ritiro delle truppe dall’Afghanistan entro il 2012, mentre l’annunciato blocco dei prezzi della benzina per tre mesi è stato rimandato così come è ancora in sospeso il provvedimento che prevede un aliquota fiscale del 75% per i redditi superiori al milione di euro. Delle auto blu nemmeno l’ombra”.

(http://daily.wired.it/news/internet/2012/07/17/hollande-auto-blu-bufala-85271.html)

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Paolo Attivissimo è ancora più cattivo sull’argomento:

“Per farla molto breve: è una serie di balle. La prima cosa da notare è che tutta questa dettagliatissima elencazione di risultati non cita uno straccio di fonte. Seriamente: siamo nell’era di Internet, non ci vuole niente ad aggiungere un link a fonti (che so, articoli di giornali francesi) che confermino quanto detto. Se non ci sono questi link, l’appello (come tutti gli appelli senza fonti) è da considerare come aria fritta. Chi lo diffonde fidandosene ciecamente, magari perché corrisponde ai propri pregiudizi, è un irresponsabile”.

(http://attivissimo.blogspot.it/2012/07/i-miracoli-dhollande.html)

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Un po’ di tempo fa scrivevo:

“La differenza tra una notizia vera, una verosimile ed una falsa dovrebbe essere che la prima racconta di una fatto realmente accaduto, la seconda suppone sia accaduto mentre la terza è totalmente priva di fondamento.

Nella realtà sia le notizie false che quelle verosimili diventano vere (per i più) se iniziano a condividerle un numero cospicuo di persone.
E questo accade soprattutto nel virtuale.

Mi chiedo: prima di condividere una notizia qualsiasi, visto che si ha a disposizione uno strumento chiamato motore di ricerca, non sarebbe meglio fare qualche piccola e banale indagine?

Troppo complicato?”

Il Disobbediente1 – © 18.07.2012

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One thought on “Il popolo della Rete cade nella rete

  1. Hai perfettamente ragione ! In reltà il popolo della “Rete”, deve FARE RETE ! Non creare fakes, ma rimboccarsi le maniche e sapersi reinventare per sviluppare una Governance in empatia, con l’ausilio della Ricerca e delle più recenti apps per amministrare con trasparenza ed innovazione, nel reale MEDIANTE (anche ma non solo) il virtuale. Cisco docet.

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