Pussy Riot, puttane con libertà di parola

Il 21 febbraio 2012, nell’ambito di una protesta contro la rielezione di Vladimir Putin, le tre ragazze del si sono introdotte nella Cattedrale di Cristo Salvatore, tempio della Chiesa ortodossa russa a Mosca, si sono fatte il segno della croce, e hanno cantato una sorta di preghiera punk, un’invocazione a Theotókos (Madre di Dio, cioè la Beata Vergine Maria), affinché “mandi via Putin”.

La canzone menziona anche il Patriarca russo Cirillo I, indicato come qualcuno che crede più in Putin che in Dio.

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Maria Alyokhina (24 anni), Nadezhda Tolokonnikova (22 anni), Ekaterina Samutsevitch (29 anni) sono le

Pussy Riot

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Le prime due ragazze sono in carcere dal 3 marzo 2012, la terza dal 16 marzo.

L’accusa è teppismo, rischiano dai 3 ai 7 anni di carcere. Il capo d’accusa è stato depositato in 2.800 pagine il 4 giugno, quindi dopo 3 mesi di reclusione preventiva.

Il procuratore Alexander Nikiforov ha motivato la richiesta di condanna così: una premeditata offesa ai danni della confessione ortodossa, lesiva di tradizioni nazionali millenarie, un comportamento socialmente pericoloso e da guerra civile.

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La chiesa ed i fedeli (in qualunque parte del mondo) si sentono offesi se le litanie intonate non provengono da un organo di un bigotto seguace e se le parole non appartengono a sofferte preghiere istituzionalizzate.
Grave offesa quella delle ragazze russe verso lo Stato, la Chiesa ed i fedeli, tanto da dover essere punita in maniera esemplare.

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In un concerto a Mosca la pop star Madonna esprime dal palco la sua solidarietà alle coraggiose Pussy Riot, di contro come risposta il vice premier del governo russo Dmitri Rogozin apostrofa la material girl così:

“Una ex puttana che vuole dare lezioni di morale”

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Le tre ragazze sono riconosciute come prigionieri politici dalla Union of Solidarity with Political Prisoners (SPP).

Amnesty International le ha nominate prigioniere di coscienza.

Il 31 luglio 2012, il Financial Times ha pubblicato un editoriale in cui si sostiene che quello delle donne è diventato una “cause célèbre internazionale“, a causa del duro trattamento ricevuto, che prevede, tra l’altro, per due di esse che sono mamme, il diniego di incontrare i propri bambini.

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Per il 17 agosto è attesa la sentenza di condanna del tribunale russo.

Vladimir Putin, stretto fra le reazioni internazionali e le pressioni della chiesa ortodossa ha chiesto una pena clemente.

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“Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948)

art. 21

Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

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Per ultimo, ecco nel video qui sotto il grave attentato alla chiesa e allo stato di cui si sono macchiate le tre ragazze

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Il Disobbediente1 – © 10.08.2012

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8 thoughts on “Pussy Riot, puttane con libertà di parola

  1. Queste 3 puttanone, queste fiche rivoltose, non sono altro che l’ariete capitalista che ha condannato i paesi europei come l’italia ed altri a sottostare al potere della fregna, che va a braccetto del consumismo, con il quale hanno distrutto non solo i valori familiari, ma tutto quello che rendeva prospera e civile una nazione.

    Ci sono modi ben piu’ civili e dignitosi, per palesare il proprio dissenso verso un leader politico, certamente chiamarsi “pussy riot” (vagine rivoltose) e cantare dentro una Chiesa Ortodossa uno schifo di canzone non è certamente il modo migliore, anzi.. tutto fa presumere che sia preterintenzionale.

    Putin è stato anche troppo clemente, io a queste puttanone le avrei spedite in Siberia, a spalare la merda e usarla per pulirsi la bocca, per poi spedirla a Madonna, a tutta l’Europa e a tutti quei froci del cazzo che hanno distrutto i nostri valori familiari e sociali, e questi sono ben radicati in Russia cosi come tutti gli stati dell’Ex Unione Sovietica, che fortunatamente, conservano l’integrità ormai svanita tra le cosce di innumerevoli puttane acide e assetate di potere verso l’uomo.

    Bravo Putin, non lasciare che la merda capitalista invada la gloriosa nazione Russa, noi in Italia non ci siamo riusciti..

    • Certo che leggere “esistono modi ben più civili e dignitosi” fra le righe del tuo commento è un po’ fuori luogo.

      Che poi Putin sia la bandiera dell’anticapitalismo o della “conservazione dei valori familiari e sociali” è discutibile.

      Per ultimo, vivissimi complimenti per le espressioni “froci del cazzo” e “puttane acide e assetate di potere verso l’uomo”, continua così.. hai proprio capito tutto..

      Il Disobbediente1

  2. BRAVO PUTIN??? IN ITALIA NON CI SIAMO RIUSCITI …… MA CHE DIAVOLO DI DISCORSO STAI FACENDO …MA DOVE VIVI IN TOPOLINIA ??? PUTIN SAREBBE UN ANTICAPITALISTA A PROTTEZIONE DI FAMIGLIE E RELIGIONI ???? AHAHAHAHAH PERDONAMI THE DUKE …. MI SA CHE GUARDI TROPPA TELEVISIONE …….:)AH COMPLIMENTONI PER LE PAROLE USATE NEL TUO POST…… …..VORREI SOLO CHE META DELL ITALIA AVESSE IL CORAGGIO DI QUELLE TRE CHE TU CHIAMI PUTTANE …. TRANQUILLO CHE SI STAREBBE MEGLIO …… E PER COLPA DI GENTE COME TE CHE HA IL DIAFRAMA NEL CERVELLO E NON RIESCE A VEDERE AL DI LA DEL SUO NASO …….. …. BUONA GIORNATA ….. PUTIN ANTICAPITALISTA …. QUESTA LA DEVO RACCONTARE …AHAHAHAHAH ……..

  3. Volevo sottolineare che la parola “puttane” usata nel titolo di questo scritto è provocatoria, fa il verso a quanto dichiarato dal vice premier Dmitri Rogozin nei confronti di Madonna.

    Ma l’apparenza inganna, e quindi può essere travisato il contenuto se ci si ferma al titolo.

    Di ieri la notizia della condanna a due anni di carcere per le tre ragazze Pussy Riot per “teppismo religioso”.

    http://www.corriere.it/esteri/12_agosto_17/pussy-riot-oggi-sentenza_e91cf5ea-e83e-11e1-a0d6-4062e922f4c6.shtml

    Il Disobbediente1

  4. Aggiornamento:

    Pirati all’azione! Un attacco informatico ha colpito il sito del Tribunale del distretto di Khamovnichesky a Mosca, che venerdì scorso ha condannato a due anni di reclusione le tre ragazze delle Pussy Riot per ‘teppismo motivato da odio religioso’. Gli hacker hanno inserito slogan contro il presidente russo Vladimir Putin.

    Entrando nel sito ci si imbatteva in una clip di un cantante gay bulgaro, in vari insulti al sistema giudiziario della Russia e nella scritta “Libertà alle Pussy Riot”. Sul sito era stato caricato anche l’ultimo videoclip della band punk femminista, le cui componenti sono finite alla sbarra per aver cantato contro il leader del Cremlino nella cattedrale moscovita di Cristo Salvatore: la performance si intitola “Putin sta soffiando sul fuoco della Rivoluzione”.

    http://www.controlacrisi.org/notizia/Conflitti/2012/8/21/25584-pussy-riot-gli-hacker-attaccano-il-sito-del-tribunale-che/

  5. x il celebroleso Daniele:

    Se ti fai le seghe sulla tastiera, capisco del perchè scrivi in stampatello, il capitalismo inteso nel mio precedente intervento è rivolto non a Putin, per il quale condivido la tua visione, bensì sul modo di vivere capitalistico imposto in italia dal nazifemminismo e dalle lobby di potere, che hanno ridotto gli uomini in schiavi e le donne libere di fare quello che cazzo gli pare, compreso quello di distruggere le vite di molti uomini e distruggere i valori familiari, un cortese vaffanculo quindi per tutti quelli che, come te, fomentano e giustificano le femminazi, e l’augurio piu’ sincero che tu possa sposarti presto, e se lo sei già, che tu possa divorziare e passare le forche caudine, in modo da comprendere in seguito meglio quanto intendevo dirti (senza speranza) in questi miei interventi.

    x il disobbediente

    se te sei disobbediente, le pecore al tuo confronto sono lupi mannari, queste 4 puttanone meritavano la Siberia, Putin lo sa benissimo lo schifo che sta succedendo in itaglia e nel west in generale, intendo di come il sistema capitalistico ha ridotti gli uomini in mezze seghe, schiavi senza diritti, e le donne con il braccio armato dalle leggi fare quello che vogliono, se non te ne sei reso conto, sono problemi tuoi.. negli States, In spagna ed anche in Italia c’è gente che ti riderebbe in faccia per le cazzate che dici.. disobbediente sta ceppa.. vai alla Caritas di Milano a dirle in faccia ai numerosi padri separati queste fregnaccie.. vai caro vai!

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