Appunti di viaggio: Sardegna e turismo in miniatura

Non avevo mai visitato la Sardegna in miniatura, nonostante da tempo mi proponessi di farlo.

Il parco della Sardegna in miniatura si trova in località Riu Lardi, a Tuili nella provincia del Medio Campidano – almeno finché sopravvive, con buona pace dei nostri politici isolani che fanno ancora orecchie da mercante sulla questione “cancellazione delle province” – a pochi chilometri dall’altopiano della Giara e dal villaggio nuragico Su Nuraxi di Barumini.

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Una passeggiata fra le bellezze della Sardegna riprodotte in scala, da nord a sud.. fra l’Isola dell’Asinara e quella di San Pietro, il porto di Cagliari e l’aeroporto di Olbia. La cultura nuragica, la lavorazione del pane, la fusione del bronzo e poi gli odori ed i colori della macchia mediterranea.

La quercia da sughero, il cisto rosso, il mirto, il corbezzolo nel percorso dell’ Amico Bosco.

L’evoluzione della specie raccontata nel padiglione dedicato a Charles Darwin, inaugurato nel 2010. Un tuffo nel passato nell’attraversare il Beagle, la riproduzione del brigantino con il quale Darwin viaggiò per cinque anni, dal 1831 al 1836. Un viaggio fra le isole di CapoVerde, le Malvinas, la costa del sud America, le Galápagos e l’Australia.

E poi ci si immerge nella biosfera, una cupola trasparente con all’interno una vera e propria foresta pluviale con farfalle multicolorate, iguane, insetti e camaleonti.

L’ultima tappa del piccolo viaggio è la visita al planetario. Con una cupola di oltre 11 metri di diametro ed una sofisticata tecnologia fra le migliori in Italia, il planetario offre un passaggio in cielo fra le stelle, i pianeti e le galassie.

La Sardegna in un viaggio in miniatura in circa 50.000 mq dove ogni cosa è curata nei minimi dettagli.

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Mi stupisce che, in questa attenzione per i particolari, non si sia badato a piccole cose che sono importanti per essere diversi e differenti dalla stragrande dei posti che siamo soliti visitare.

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La prima piccola cosa: in tutto il parco della Sardegna in miniatura non esiste la differenziazione dei rifiuti, ma i contenitori presenti in tutta l’area sono unici e ci va a finire ovviamente di tutto. Dalla carta al vetro, dalla plastica ai resti di cibo.

Ho girato il parco con la mia bottiglia di plastica per trovare l’apposito contenitore dove riporla, niente.. l’unica soluzione era il sacchetto verde dal contenuto vario.

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La seconda piccola cosa: ho scelto di mangiare nel ristorante presente all’interno dell’area. Leggendo nel sito e nella brochure consegnatami all’ingresso pensavo di poter scegliere fra piatti tipici della tradizione regionale. Il maialetto arrosto, il prosciutto, la salsiccia, le verdure e la frutta di stagione. Pensavo e speravo di trovare un posto che avesse cura dei sapori e delle tradizioni, sia nei particolari estetici che nella scelta e composizione dei piatti.

Invece ho trovato un ristorante normale con cameriere in divisa d’ordinanza, bambini festanti con la Coca Cola ed il gelato Algida. Le patatine fritte (rigorosamente quelle surgelate), l’olio imbottigliato, la maionese, il ketchup, il sale, le penne zucchine e gamberi (rigorosamente surgelati), le tagliatelle (pasta fresca fatta in casa? No) con funghi porcini (ovviamente quelli surgelati) oppure con carciofi (in questo periodo dell’anno?) e bottarga.

L’elenco è lungo, ma davvero il bambino non avrebbe potuto fare a meno della Coca Cola, della Sprite o della Fanta per una volta? Per una volta non sarebbe stato meglio far trovare al turista qualcosa di meglio del gelato Algida? Per una volta non sarebbe meglio offrire prodotti a chilometro zero, locali, preparati secondo le antiche tradizioni e ricette?

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Troppo complicato…

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Ma si può sempre sperare in meglio, quindi invito coloro che condividono questo mio pensiero a difendere il nostro turismo in miniatura, telefonando o scrivendo alla direzione della Sardegna in miniatura perché si faccia di più e di meglio.

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Questi i contatti:

Sardegna in miniatura

Tel. +39 070 936 1004

Fax: +39 070 936 1004

Mobile: +39 348 561 2826

email:
sardegnainminiatura@gmail.com

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Il Disobbediente1 – © 16.08.2012

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2 thoughts on “Appunti di viaggio: Sardegna e turismo in miniatura

  1. Caro disobbediente
    Ci spiace constatare la sua insoddisfazione per alcuni aspetti organizzativi ma se mi consente ho piacere di motivarle, senza nessuna remora, la nostra filosofia aziendale che è basata sull’impegno quotidiano, sempre alla ricerca del giusto equilibrio tra servizio ed economia in virtù del fatto che siamo una società privata che NON si regge sui finanziamenti pubblici ma bensì sulla soddisfazione dei nostri visitatori che in questi dodici anni di attività non ci hanno mai fatto mancare la loro presenza, consentendoci di avere ben dieci collaboratori regolarmente assunti anche grazie al fatto che la nostra società offre intrattenimento, cultura e servizi commerciali assieme.
    Prima piccola cosa….Per quanto riguarda la raccolta differenziata è operativa all’interno dei servizi bar e ristorante ma ancora non attiva nei cestini in giro per il parco, cosa che integreremmo a breve ( speriamo fine settembre) anche se alcuni tentativi fatti non ha portato certo dei buoni risultati visto che alla fine della giornata abbiamo dovuto fare la cernita manuale di quanto raccolto, ma non ci scoraggiammo.
    Seconda piccola cosa… il menù del ristorante..accanto a pietanze assolutamente tipiche (agnello in casseruola al mirto, capra al cannonau, la pasta fresca fatta dalla nostra cuoca, comprese le tagliatelle, le sebadas o i semifreddi della cucina..) così come la verdura e la frutta che sono sempre “di stagione”, nel nostro menù ci sono anche pietanze più normali fatte per poter accontentare tutti, bambini compresi, con la milanese e le patatine fritte , mentre alcune pietanze congelate (vedi i famosi carciofi) si comprano sul mercato quando c’è eccedenza, si lavorano , avendo apposita licenza di conservazione e abbattitore di temperatura,e si conservano, ottimizzando la filiera produttiva, e non per questo sono meno buone. Per quanto riguarda i particolari estetici e la divisa d’ordinanza del cameriere, non riteniamo che il nostro ristorante debba essere la ricostruzione di un antico ovile barbaricino con il porchetto che gira sullo spiedo magari servito dal cameriere in costume sardo al suono delle launeddas, non sarebbe vero… saprebbe di presa in giro e dunque, non sarebbe serio, a Las Vegas sono riusciti a ricopiare l’intero canal grande di Venezia ad uso e consumo dei tanti gonzi che la frequentano ……..ma suvvia! siamo seri , invitiamo l’amico disobbediente ad uscire dai luoghi comuni che vedono il “genuino” servito solo negli agriturismi (davvero sicuri di mangiare prodotti locali a chilometri zero?) con il prosciutto servito nelle “sipas” e la fresca acqua di fonte?
    Adesso, caro disobbediente, se mi consente, facciamo il gioco della bilancia e mettiamo su un piatto (il suo) le cose che secondo lei non sono “Green” e sull’altro (il nostro) le cose che secondo noi lo sono a pieno titolo:
    Piatto suo: menù non appropriato, mancanza dei cestini per la raccolta differenziata dei rifiuti,
    Piatto nostro: motori elettrici barchette spinti da accumulatori senza piombo, parco verde con oltre 4000 piante di essenza mediterranea interamente piantate da noi ( dove prima si faceva coltura intensiva), uso di materiali riciclabili nelle mostre (ETFE nei geodi delle biosfere), struttura costruita con prodotti di bioedilizia, ma soprattutto parco interamente alimentato da fonti rinnovabili ( questo significa che le persone che visitano il nostro parco sono servite interamente con servizi attivati da energia elettrica derivante dal nostro impianto fotovoltaico ad impatto zero.

    Con questo non vogliamo dire di essere perfetti, anzi … e che a volte le piccole cose hanno anche grandi costi e di questi tempi non è facile far coincidere quello che si dovrebbe fare con quello che si può fare!

    “E’ più facile spezzare un atomo che un pregiudizio” diceva Albert Einstein, noi speriamo vivamente che questa affermazione non la riguardi e del suo articolo ci piace considerare la prima parte nella quale sottolinea la validità del nostro progetto, mentre per la seconda parte ha avuto comunque il merito di spronarci a fare sempre di più e sempre meglio e pertanto faremmo tesoro anche delle sue osservazioni.
    Cordialmente

    Anna Melis
    Responsabile Parco
    0709361004

  2. Il mio voleva essere un punto di vista per “fare di più e meglio” e la ringrazio davvero perché confido che terrete conto di queste osservazioni.

    Proprio per il fatto che ho notato la cura dei particolari in ogni angolo del parco, ho ritenuto di “avere a che fare con persone in gamba”.

    Questo scritto sarebbe stato inutile o mal interpretato nel caso opposto.

    Non metto in dubbio che tanto sia stato fatto, ma son sicuro che ancora tanto si può fare.

    Si potrebbe obiettare: facile fare la morale sull’agire altrui, ma tant’è siamo umani.. e alcune volte disobbedienti.

    Buon lavoro e arrivederci presto.

    Il Disobbediente1

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