Maria Antonietta Fenu: la volontà di una donna contro la malattia

UNA DONNA DALLA NOTEVOLE VOLONTÀ.
LA FIBROMIALGIA UN MALE CHE NON SEMPRE NUOCE, MARIA ANTONIETTA FENU, ESEMPLARITÀ OLTRE L’ARRENDERSI

Maria Antonietta Fenu

Spesso accade d’esser protagonisti di vicende umane che lasciano basiti, una patologia può esser causa di disagio individuale e protrarsi verso un declino che in taluni casi può sfociare in un sopravvento della malattia.

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Leggere i pensieri di questa donna, mi ha insegnato tanto e vorrei condividerli con chi può riconoscersi in queste righe o meditare su quelli che sono i valori reali dell’esistenza umana.
Accantono ciò che potrebbe metter in risalto me e lascio spazio a lei che con la sua vitalità ha tanto da esporre in un ravvivante simbolismo poi divenuto empirica realtà, quella vissuta da una donna che non demorde che agisce in concomitanza alla parte migliore dell’esistenza umana.

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Nulla viene per nuocere, anche la negatività di un male come la fibromialgia pone in risalto in determinati contesti come questo, la parte migliore di chi diviene lettera portante del costruttivo reagire al mondo, alle sue inezie alle metamorfosi inattese che giungono indesideratamente.

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Ho custodito con cura questo cartiglio affinché chi spesso vive lamentandosi del nulla, possa prender atto di quanto importante e benefica possa esser l’intraprendenza per la vita.
Non vi è nulla da replicare se non scrutar con costanza ogni meandro vitale, che spesso si tende a perdere e che persone come questa donna ci conducono a rammentare.

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La fibromialgia, un dolore muscolo-scheletrico diffuso che provoca rigidità e contrattura nell’individuo, un male inibitore delle normali attività quotidiane, il quale però non è un limite per chi cerca di combatterla.
Reagire è il modo per esser vincenti, Maria Antonietta lo è.

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Un’esperienza personale tanto d’insegnamento quanto eticamente nobile. Il tuo percorso di convivenza con la patologia appare palesemente un implicito messaggio all’ottimismo, quali sono state le basi necessarie per far sì che si potesse creare un diversivo contro il decadimento provocato dalla malattia?

Mah.. Mica mi ero accorta di aver delle basi, vedi il fatto è che io mi diverto a vivere, sorrido parecchio , ma non sono scema, ho proprio voglia di sorridere, ma quando mi arrabbio, aiuto!

Mi spiego: sono malata.
Ok. Che si fa ? Si balla in due, oramai c’è.

Non sarà la malattia a mettermi dei paletti.

Sul territorio insulare esistono centri e terapie efficaci in grado di lenire la sintomatologia?

Non esistono centri per la fibromialgia, ma esistono dei buoni reumatologi che si occupano dei pazienti affetti da tale patologia, ma bisogna dire che ogni politico del momento o assessore alla sanità che sale sul pulpito di un qualsiasi convegno, su qualsiasi malattia dice:
Ho parlato in sede di consiglio regionale, ho esposto il vostro problema, stiamo valutando” – anzi – “è più che certo che a breve si aprirà un centro per malattie reumatiche al Policlinico, al Brotzu etc.”

( Maria Antonietta sorride) dice: “Ma dai, sono anni che stanno aprendo un centro ma ci sono altre cose in ballo caro politico; da parte mia puoi andare a quel paese, guarda ti scrivo anche le referenze”

Quanto è stato d’ausilio il tuo mestiere d’infermiera?

Il mio mestiere non è d’ausilio alla mia malattia, ma la malattia è d’ausilio al mio mestiere.
Caspita sono una malata, chi meglio di me può capire un altro malato?
Adesso non lavoro più in corsia ma sono archivista, qui sono pochi gli stimoli, ma quando ero in reparto, non so era molto diverso, i pazienti mi dicevano “-ho paura dell’intervento –“, le mie colleghe rispondevano: “-ma no che vuoi che sia-,” e se ne andavano.

Io dicevo “.. è normale, anche io avrei paura, che temi, il dolore, l’anestesia, la cicatrice?”

Sì, sai anche io ho le stesse paure ogni volta che entro in sala operatoria in posizione orizzontale, ma guardami, come ti sembro?

Viva? contaci sono vivissima!

Allora mi rispondono: “Grazie hai un bel sorriso..”

Non voglio passare per un angelo della corsia assolutamente no. Ma ci sta il rovescio della medaglia, ovvero il coinvolgimento in alcuni casi, che ti lascia distrutta e annientata, uno straccio.
Ma come si fa a rimanere distaccata da certe cose, accidenti?

Non sono una santa, sono solo un pezzo di carne!

Il tuo sorriso viene appellato esser “terapeutico”, come pensi si possa esser capaci di non cadere nel baratro della sofferenza?

Vedi per come vivo io, e non faccio sforzi per vivere così, basta volersi bene e avere stima di se stessi, cioè a me quando qualcuno dice “no dai tu non farlo è pesante per te, sei malata“, mi incazzo un poco, anzi tanto!
“Ma chi ti ha chiesto niente?”

Devo dirti che molte volte ho dei problemi con altre malate colpite dalla mia stessa patologia, mi dicono “Non possiamo andare al mare, non possiamo andare a ballare, non possiamo andare in piscina, non possiamo fare palestra”.

Oh che palle! Tu non andrai al mare, io ci vado eccome, non vado alle 14.00, ma ci vado, non vado in bikini (anche perché la mia trippa, la cellulite e maniglie varie non lo reggerebbero) ma ci vado vestita di tutto punto , guanti compresi. Poi sfoggio il mio costume stile olimpionico, griffato naturalmente.
Vado in discoteca e ballo in continuazione sino a quando non mi dicono che forse è ora di rincasare , faccio attività sportiva ma sono una sfaticata, adoro andare a cavallo, anche se sono una comica nella salita e nella discesa che dire d’altro.. la malattia non è un limite per me e non deve esserlo per nessuno. Posso dirti che io da quando sono in compagnia sono solo migliorata, cavolo mi piaccio!
Ho sempre paura di perdermi qualcosa nella vita e non mi va di perdere tempo a piangermi addosso e meno male che mio marito avalla ogni mia decisione e pazzia, è forte l’amore mio!

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Enrica Meloni – © 18.08.2012

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2 thoughts on “Maria Antonietta Fenu: la volontà di una donna contro la malattia

  1. BRAVA!! anzi ECCELLENTE RAGAZZA questa è la strada che ognuno di noi dovrebbe seguire, a cosa servirebbe lamentarsi in continuazione? io mi sento
    come te nel percorso della mia malattia ho fatto si che la mia famiglia non sofrisse per me ,al contrario ho preteso che si sforzassero a vivere la nostra esistenza senza mai doverci rimpiangere addosso perchè arrendersi ? , forse la vita non è e rimane un traguardo da riscattare? io penso che si . Quindi coraggio cari e care compagne di avventura, e si: dico avventura perche la vita è un’avventura dove si trovano tanti ostacoli che bisogna affrontare senzamai arrendersi. riguardo i politici AIUTO!!! quando si sazieranno chissa forse penseranno a noi. un ABBRACCIO SEPPUR VIRTUALE CORAGGIO LA VITA è BELLA!!!!

  2. Non sapevo che tu avessi anche la Fibromialgia, oltre al LES, e’ da tanto che ce l’hai? Spero che tu stia bene, tanti Auguri e Buone Vacanze 😉

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