Cinquanta sfumature di grigio: un’eco bondage commerciale

Un’epica sessuale oltre la competenza letteraria.

Da Mondadori, un’eco bondage per una lettura commercialmente sopravvalutata.

Un connubio tra scarsezza sintattica e improvvisazione d’autore, una stesura di dubbia competenza compositiva, date le ripetitive e scoordinate contrapposizioni di trama ed intreccio, letteralmente poco coerenti con quella che dovrebbe essere l’efficace linearità di un testo. È facile poter valutare positivamente il corpo della composizione attribuendone una chiara resa nella lettura, dato il linguaggio assai semplicistico utilizzato dall’autrice, notevolmente spesso banale e scarsamente curato, ma ciò non è da considerarsi sufficiente, data la frequente incongruenza con quelli che sono i fatti, appuntanti con una logica asincronica.  Un agglomerato di tentativi spicci di un effetto pressante quasi obbligato, che sicuramente circuisce in interesse, solamente un pubblico mediocremente preparato. L’eccessivo numero di vendite non garantisce l’effettiva qualità editoriale, che in questo specifico caso viene proporzionalmente attribuita anche all’effettivo valore del testo. Stilando le caratteristiche tecniche: l’opera presenta una forma dialogica alquanto obsoleta, la sua presentazione secondo le regole di quelle che sono la tipologia diretta, non riesce comunque ad essere un punto di forza per la lettura, questa costante conduce il lettore a trovar rimedio verso le curiose e variegate citazioni di stampo erotico compulsivo che in diverse pagine vengono dettagliatamente approfondite come una irriverente forma di lussuria quasi innaturale.

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SCHEDA COMMERCIALE

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Nell’opera di E. L. James  Cinquanta sfumature di grigio (Edizioni Mondadori, Collana Omnibus, pp.548, € 14,90) commercialmente presente anche in formato e-book al costo di € 6,99, si consta il prosieguo di una saga letteraria ostinatamente protratta sul mercato editoriale e non su quello culturale. Si ricordi che al volume susseguono i testi: Cinquanta Sfumature di Nero, originariamente Fifty Shades Darker e Cinquanta sfumature di Rosso, Fifty Shades Freed, una ben palese trilogia nata dalla contemplazione casalinga di un pubblico femminile poco dotto che nel web ne ha implicitamente stillato le vesti, congiungendo gradatamente tasselli di sperate stesure che successivamente sono state analizzate e  soddisfatte dall’autrice, strategicamente attenta e macchinosa sull’epilogo delle vendite.

Erika Leonard, nome autentico dell’autrice è l’emblema di un’analista sul mercato letterario, una trader decisamente stratega, che ha saputo scrivere pur senza garanzia culturale un patrimonio di trash romanzato senza precedenti. Un prodotto finalizzato ad una massa esigente in pochezze, tanto eccessivo nel numero di pagine, quanto scambiato da parecchi per un prodotto valido. L’esperienza insegna che il quantitativo di pagine non ne garantisce un valore formativo bensì ne aumenta il costo sul mercato e la visibilità sugli scaffali delle rivendite di libri, il concetto di rivendita non è casuale, giacché un volume del genere, per paradosso, predilige la vendite non tanto in librerie specializzate, bensì in canali di vendita laddove il pubblico spesso non è interessato solamente al prodotto librario, e passando per un fortuito caso, attratto dalla trama curiosa, sicuramente non desta risentimento nel comperarlo.

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EMULAZIONE COMPOSITIVA

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Altro aspetto da puntualizzare è l’analogia con la saga Twilight, un’emulazione palese su quelle che sono state le dinamiche iniziali dell’opera, al pari di questa, l’autrice non demorde nell’utilizzare l’avvincente scelta di un campionamento di personaggi nato per esser coppia, un duo contrastante e poi unificato nel lungo periodo, adornato da imbellettamenti sentimentali e accortezze amorose dell’ultimo momento. Il fulcro della trama è quel concetto di base sul quale ruota l’intera vicenda, ovvero, l’incertezza. La dubbiosità sofferta, presente in Twilight è stata un punto di riferimento notevole per Erika Leonard, la quale ne ha manifestato l’unico concetto chiave accettabile nella totalità del lavoro stesso. Date le affinità spropositate con l’opera sopracitata , Cinquanta sfumature di grigio non è da definirsi una fatica letteraria, anche perché il contenuto è tanto banale quanto non originale non necessitando di alcuna competenza letteraria, se non solamente qualche ora al giorno di battitura per la stesura del tutto. Il libro è caratterizzato da fasi elaborative poco sequenziali: le prime sessantadue pagine appaiono mediocremente seguite da una valenza narrativa, le motivazioni sono da ricercarsi nella nenia lenta e fugace a tratti di un unico particolare, ripetuto in diversi concetti in altrettanti differenti cicli di replica con cadenze di otto/nove pagine cadauna.

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PREPOTENZA EROTICA

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Successivamente ci s’imbatte nel culmine d’uno pseudo kamasutra ripetitivo, nato da una insistente riproposta di un erotismo alquanto masochista per il personaggio femminile, altrettanto sadico per quello maschile. Attività sessuale la loro, incisa in ambientazioni svariate, che sono parti sfocate della narrazione. Si ricordi che un romanzo privo di descrizioni ambientali non potrebbe esser mai un idillio culturale, giacché pecca di un’assenza: la capacità descrittiva del narratore. L’unica descrizione valida è quella degli amplessi, logorroici nei comportamenti, eccessivamente frequenti, presentati in ritornelli maniacali come se fossero azioni obbligate in ogni sfoglio di pagina. Il genere bondage, ottiene una posizione di acre curiosità proprio per la freddezza delle pratiche. Un genere erotico scelto ancora una volta per accreditare credibilità al volume, una scelta ipotetica di una sessualità pacata fondata sull’ordinario amore sicuramente non avrebbe assunto un risvolto accattivante. In base a questi parametri ci si domanda il perché una donna debba rispecchiarsi e contemplare come interessante, una trama alquanto misogina, gratuitamente lesiva verso la dignità mentale, etica e fisica della stessa.

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GIOVENTÙ OLTRE GLI UMANI PARAMETRI DEL MASOCHISMO FEMMINILE

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La sintesi del testo verte sulle vicende di una ventunenne, ancora non deflorata in società amorosa e corpo, Anastasia Steele, un’anonima ed immatura pre-donna, che sicuramente non spicca per doti sagaci ed intraprendenti. Una studentessa dinamicamente fallita, stimolata dall’avvenenza carismatica del ventisettenne Christian Grey, un giovane economicamente ed ingiustificatamente benestanteche si capacita di coronare ogni suo sfizio erotico strumentalizzando la giovane, assurdamente consenziente ad un rituale quotidiano di dolore erotico senza efficacia sentimentale. Un sodomizzare l’anima umana in incalzanti deliri d’onnipotenza maschile che solamente una donna portatrice di profonda stupidità può assecondare. Il dato preoccupante è lo sviluppo d’avvicinamento femminile a questo genere editoriale, non lo definirei letterario, giacché sarebbe un insulto alla scrittura in sé. Campionando statisticamente un pubblico di lettori, è evidente l’influenza positiva di frequenza relativa nelle donne, un dato allarmante e sicuramente paradossale con quella che è la dichiarata emancipazione femminile dell’epoca. Se un personaggio come Anastasia divenisse punto reale di riferimento per il popolo femminile, purtroppo si constaterebbe che la reale forma d’emancipazione femminea non sarebbe altro che quella masochistica, ciò farebbe crollare qualsiasi fondamento e virtuosa costruttività d’un genere sociale ancora ben lontano dal progresso intellettualedel quale si è soliti dichiarare.

 

 

Cinquanta sfumature di grigio è uno spaccato sociologico allarmante, l’unico aspetto positivo dell’opera è stato proprio quest’ultimo, la capacità che lo stesso libro ha avuto di porre allo scoperto migliaia di giovani mentalmente insicure, facilmente influenzabili dall’inettitudine di un Non amore. Frasi come “Gli piace fare male alle donne” seguite da altre sulla stessa linea di «Per compiacermi» mormora, inclinando la testa di lato, e vedo l’ombra di un sorriso. “Compiacerlo! Vuole che lo compiaccia!” Resto a bocca aperta. “Compiacere Christian Grey.” E in quel momento mi rendo conto che, sì, è proprio quello che voglio fare. Voglio che lui tragga un folle godimento da me! (si denota la scarsa conoscenza sintattica della scrittrice), lasciano spazio a quello che è il contenuto abbastanza discutibile dell’opera e di chi la legge apprezzandola. Altrettanto illogico è un affermar come “Voglio condividere con te il mio stile di vita. Non ho mai voluto niente con tanta forza”. A essere sinceri, ammiro il fatto che una persona così innocente sia disposta a provare.

Sicuramente non consiglierei il romanzo a nessuna categoria di lettore, un radicalismo di spudorata trasgressione trasmigrata alle menti deboli  da chi con un egocentrico acume lesivo  sicuramente non merita d’esser assecondato.

Il Dio denaro logora, in questo caso alquanto.

Enrica Meloni – © 23.08.2012

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One thought on “Cinquanta sfumature di grigio: un’eco bondage commerciale

  1. per quanto io non avessi mai avuto nemmeno la più sfumata predisposizione all’acquisto del sopradescritto romanzo (se così si puù definire), ringrazio comunque la dettagliata critica, se non altro per il piacere provato a leggerla. Nonché per la conferma ai miei già fondatissimi sospetti: la Mondadori fa schifo (dico io…Se posso permettermi…e se non posso, fa niente)
    Buona serata

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