Renata Polverini: sicuramente il Lavoro, sicuramente la Salute..ma a spese nostre

A febbraio di quest’anno lo scandalo sanità investiva la regione Lazio.

Nel Pronto Soccorso del Policlinico  Umberto I una paziente di 59 anni è in coma, legata alla barella con delle lenzuola e senza nutrizione da quattro giorni, in attesa di essere ricoverata “da un minuto all’altro”.

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Ma non solo:

Pazienti ammassati lungo i corridoi, nelle stanze e in quella che tutti chiamano la “piazzetta”, una zona di passaggio dove il sovraffollamento del Pronto Soccorso diventa più evidente. Non sono pochi, al Policlinico, a definire questa stanzetta “infernale”. Appena si entra si hanno addosso tutti gli occhi dei pazienti, stesi su barelle e tutti in attesa di un posto-letto in reparto. Quello che manca sono proprio i letti, e tutti i pazienti, anche i più gravi, stanno su barelle.

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Il Ministro della Salute, Renato Balduzzi inviava gli ispettori e dichiarava:

«Fermo restando le valutazioni di competenza della Magistratura non c’è nulla che possa giustificare una tale indegnità: né il sovraffollamento del Pronto Soccorso per inappropriatezza degli accessi, né le restrizioni di budget connesse con la necessità da parte delle Regioni in piano di rientro, né altre ragioni di emergenza».

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Renata Polverini: «I cittadini del Lazio possono continuare a fidarsi della sanità pubblica e soprattutto di tutto il personale altamente qualificato, medico e non medico, impegnato quotidianamente a garantire il diritto alla salute delle persone. Questo è il mio impegno principale».

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Di certo Renata Polverini ha una grande fiducia sia nel personale medico che nelle strutture ospedaliere della Capitale, quindi per dimostrare a tutti i cittadini questa sua fiducia incondizionata, ricoverata per un piccolo intervento chirurgico all’ospedale Sant’Andrea, ne occupa un intero reparto (25/30 posti letto).

Il personale dell’ospedale è tutto presente al suo arrivo e così la nostra fiduciosa governatrice ha a sua disposizione il quinto piano della struttura. Ma non abbiate paura, il reparto non è stato sgomberato per far spazio alla Polverini. Era chiuso per economizzare dopo i famosi e costanti tagli alla sanità.

Quale migliore occasione per aprirlo se non la visita della governatrice della Regione Lazio?

Una semplice stanza, magari in compagnia di altri comuni mortali non è sufficiente.

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Ma di certo la Polverini non l’ha fatto per avere dei favoritismi rispetto ai tanti comuni mortali che devono passare attraverso liste d’attesa interminabili per un semplice esame, di certo il suo prendere in affitto (a spese dei contribuenti) un intero reparto di un ospedale è dettato dal proposito di ridare fiducia ai cittadini laziali nella sanità pubblica.

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Il link all’articolo che ne denuncia l’accaduto (26 agosto 2012):

Un reparto d’ospedale solo per Polverini

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Ma le imprese della nostra non finiscono qui…

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Era marzo 2011 quando L’Espresso denunciava (con tanto di documentazioni anagrafiche) il fatto che la nostra avesse vissuto con il consorte (Massimo Cavicchioli) dal 1989 al 2004 in una casa popolare Ater in Via Bramante, quartiere Aventino.

Niente di strano, se non fosse che la casa in questione aveva un costo d’affitto di 130 euro.

Enzo Foschi, consigliere di minoranza, dichiarava alla stampa: «Considerando i redditi della Presidente, anche negli anni precedenti alla sua nomina, non si capisce a che titolo la sua famiglia occupi l’appartamento delle case popolari di Roma da oltre 15 anni».

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Ma forse anche in questo caso, si fa presto a pensare male.. magari la nostra voleva dare fiducia ai cittadini nell’edilizia pubblica occupando una casa popolare a dimostrazione che ci si vive bene.

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Non è ancora finita…

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Era maggio di quest’anno e la nostra festeggia i suoi 50 anni.

Niente di strano, anzi… il compleanno del mezzo secolo va festeggiato. Anzi, considerato che la nostra ha festeggiato all’Open Colonna di Via Milano – location prediletta dai vip – potremmo pensare che ben venga che chi “ha soldi” in periodo di crisi come questo, faccia girare l’economia. E quindi: un party con oltre 300 invitati, la sapiente arte del famoso chef Antonello Colonna, la band musicale ad intrattenere gli ospiti, orchidee bianche e rosa sulle tavole imbandite. Il ricco menu della serata.

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Ma… scusate se, come cittadino mi viene da storcere il naso quando si inizia a vedere l’arrivo degli invitati. La sfilata di auto blu è indecorosa, e ce n’è per tutti i gusti e colori politici. Dal sindaco Gianni Alemanno, ai ministri Filippo Patroni Griffi e Andrea Riccardi, passando attraverso l’intera giunta regionale (Mario Abbruzzese, Teodoro Buontempo, Luca Malcotti e chi più ne ha più ne metta). Tutti elegantissimi con le loro (?) auto blu in doppia, tripla e quadrupla fila.

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Il video della sfilata degli invitati

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Forse che la nostra in questo caso abbia chiesto ai propri invitati di recarsi alla festa di compleanno in auto blu per ridare fiducia alla produzione automobilistica nazionale?

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Ma sì, dobbiamo avere fiducia come cittadini.

Basta con le malelingue.

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Io, come cittadino, ho molta fiducia anche nella magistratura

e spero che si decida a curiosare sulle mirabolanti avventure della nostra.

Il Disobbediente1 – © 28.08.2012

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