Le serre fotovoltaiche: la difesa della terra contro le multinazionali

Narbolia

a

Prendo spunto da questa mail del Comitato “S’Arrieddu per Narbolia”,

che volentieri riceviamo e pubblichiamo

a

Cari tutti,
dopo tanto tempo, che ha compreso anche la pausa estiva, ci facciamo risentire per aggiornarvi brevemente sulla situazione dei terreni che si vogliono sottrarre all’agricoltura locale con l’obiettivo di ottenere gli incentivi statali per le energie rinnovabili attraverso le serre fotovoltaiche di Narbolia.

Le notizie più importanti sono almeno tre.

La prima riguarda il Tar che ha fissato per il 28 novembre la data dell’udienza per il giudizio sul merito del nostro ricorso, e qui entreremo appunto nel merito della questione dove qualche difficoltà siamo convinti che la Società ce l’abbia…. pensiamo non siano molto tranquilli…. nonostante la loro potenza economica e “lobbistica”. Noi abbiamo diverse frecce al nostro arco che pensiamo impensieriscano non poco la controparte. Tra le tante spiccano una sentenza della Corte Costituzionale, una della Corte di Cassazione ed una dello stesso Tar di Cagliari che danno chiaramente ragione ai nostri ricorsi. E’ del 29 agosto la notizia del Sole 24 Ore dove si legge che la Procura di Brindisi denuncia penalmente il colosso cinese Suntech per truffa allo Stato Italiano “con l’accusa di aver realizzato illegalmente parchi a pannelli solari con il solo scopo di incassare sovvenzioni statali”. Vi terremo informati.

La seconda notizia riguarda il fatto che anche Italia Nostra si é aggiunta, con i suoi avvocati, al nostro ricorso al Tar. E’ una notizia importante perchè rafforza sotto ogni punto di vista la nostra iniziativa.

La terza notizia riguarda il fatto che stiamo organizzando una festa per sensibilizzare sull’argomento ma anche per raccogliere solidarietà e fondi. Sarà una festa impegnativa perché vogliamo coinvolgere almeno un gruppo musicale importante e qualche personaggio dell’area artistico-culturale sarda. Stiamo pensando di inserire anche un dibattito pubblico e molto probabilmente una mostra fotografica di rilievo. Vogliamo organizzare una festa allegra e interessante, sicuramente non noiosa, che coinvolga giovani e non giovani. Quando avremo definito il programma vi faremo sapere nei dettagli. Per ora l’unica cosa certa è la data: sabato 22 settembre 2012. Segnatevela e cominciate a pubblicizzare. Per il luogo abbiamo ancora qualche problemino organizzativo. Quando saremo pronti vi faremo sapere.

I problemi economici non mancano. Tutte le nostre attività, e specialmente quelle “giudiziarie” e di consulenza, comportano spese alle quali non possiamo sottrarci. E nonostante chi ci assiste, sposando la nostra causa, si sia reso disponibile a farci un trattamento di grande favore chiedendoci in pratica soltanto il recupero delle spese vive, l’impegno economico per un Comitato Spontaneo come il nostro rimane consistente. Per tale motivo ci stiamo attivando per raccogliere fondi e, oltre al concerto e ad altre manifestazioni in programma subito dopo, ci siamo organizzati per una raccolta fondi anche a distanza. Le due Associazioni (Adiconsum e Italia Nostra) che aderiscono al nostro Comitato e ci sostengono attivamente hanno messo a disposizione, per questa operazione, i loro conto correnti bancari e postali.

L’accorato invito che vi facciamo è quello di collaborare con noi in questa
lotta ed in questa raccolta fondi.

Le donazioni possono essere effettuate sui seguenti conto correnti

Conto n. 00000010436 presso il Banco di Sardegna di Cabras
intestato a Italia Nostra Onlus – Sezione Provinciale Sinis Cabras Oristano
IBAN  IT61D0101585560000000010436

oppure

Conto Corrente Postale n. 40095994
intestato a Adiconsum Sardegna
IBAN  IT50K0760117400000040095994

IMPORTANTISSIMO SCRIVERE NELLA CAUSALE: “PRO COMITATO S’ARRIEDDU”

A richiesta, in particolare per donazioni di un certo valore, è possibile
ottenere una dichiarazione utile ai fini della deducibilità fiscale di
quanto donato ai sensi dell’art. 13 del Dl. 460/97.

Poiché il problema riguarda tutti, riguarda la sovranità alimentare e la
sovranità energetica di tutti, contiamo sulla vostra sensibilità e sulla
vostra collaborazione.

Rimaniamo a vostra disposizione per qualsiasi informazione, chiarimento o documentazione, ma attendiamo anche vostri consigli e vostri aiuti materiali.

Un caro saluto a tutti

per il Comitato “S’Arrieddu per Narbolia”
Pietro Porcedda
348.9848003
0783.57149

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Per raccontare quel che succede in quel di Narbolia, piccolo paesino della provincia di Oristano…

La società Enervitabio Santa Reparata società agricola srl, sotto la mascherata attività agricola sta procedendo alla costruzione di 1.614 serre fotovoltaiche che occupano un’area di 640.000 metri quadrati. Le serre con i loro pannelli fotovoltaici avranno una capacità di 27 Mw.

Terreno buono per l’agricoltura la prima contestazione di chi ha storto il naso constatando che dietro un’ipotetica produzione agricola ci fosse un investimento per la produzione di energia pulita.

Il problema è sempre lo stesso: manca un’analisi della realtà, del fabbisogno energetico, di qualità e quantità di produzione.

Nonostante ciò si continua ad incentivare la produzione di energia sotto ogni forma possibile, meglio ancora se da fonti rinnovabili.. e allora sì.. c’è una pioggia di incentivi statali.

La maggior parte delle volte ci si trova di fronte a società srl (create ad hoc) riconducibili a società multinazionali ben liete di investire i loro capitali in maniera sicura.

Perché investire in energia verde è un investimento sicuro.

Morale della favola: la Sardegna come terreno di conquista di società multinazionali che investono (e talvolta ripuliscono) i loro capitali trasformando ettari di terra (buona per l’agricoltura) in moneta verde.

Mi sono chiesto se nel caso della società EnerVitaBio ci fosse la voglia di coltivare, di investire e fare impresa o soltanto di speculare e spolpare la terra sottraendola alla sua destinazione d’uso primaria: cioè l’agricoltura.

Ho cercato informazioni sulla EnerVitaBio, non è stato semplice…

Il sito ufficiale della società (http://www.enervitabio.com/) è scarno di informazioni, se non un generico rimando ad un’attività agricola non meglio specificata e poi un accenno, anch’esso non meglio specificato, all’inesauribile riserva solare.

Sì, perché il sole è “una fonte inesauribile, sicura e naturale” peccato che siamo noi umani ad averne fatto una fonte di speculazione. Una fonte di investimento sicuro, affidabile ma poco naturale.

Il deus ex machina della EnerVitaBio è Paolo Magnani.

Leggo, cerco, indago e mi informo…

Non c’è soltanto Narbolia: la EnerVitaBio ha investito capitali anche a Galtellì, Sadali, San Giovanni Suergiu, San Cosimo di Giave, Padria. Un totale di impianti fotovoltaici con circa 72 Mw di potenza.

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Il metodo utilizzato per raggiungere l’obiettivo è sempre lo stesso:

la richiesta passa attraverso il Suap Comunale e non attraverso la Regione a cui spetta la competenza di autorizzazione.

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Nel caso specifico di Narbolia le autorizzazioni sono queste:

1. Provvedimento unico n. 01 rilasciato dal Suap del Comune di Narbolia in data 11/11/2009

2. Autorizzazione n. 03 alla realizzazione di tre linee di 15 kV rilasciata dall’Ufficio Tecnico del  Comune di Narbolia in data 18/11/2010

3. Determinazione n. 04 rilasciata dall’Ufficio Tecnico del Comune di Narbolia in data 12/01/2012

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Primo punto: manca la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

Secondo punto: l’Autorizzazione Unica doveva essere rilasciata dalla Regione e non dal Comune e doveva contenere anche l’obbligo della rimessa in pristino delle aree.

Invece, come al solito, per farla breve:

si arriva, si costruisce, si specula, si deturpa, si viola un territorio senza nessun obbligo di bonifica, di rimessa in pristino, di rispetto ambientale.

Terzo punto: gli impianti fotovoltaici con potenza superiore a 20 kW sono soggetti all’Autorizzazione Unica Regionale e non ad un’Autorizzazione Comunale, men che meno se semplificata.

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E così la nostra EnerVitaBio da quel di Ravenna, nella sua scorribanda in Sardegna, ne ricaverà circa 7 milioni di euro di finanziamenti pubblici per 20 anni, quindi un totale di 140 milioni di euro. Più circa 3 milioni di euro che l’Enel verserà nelle sue casse perché l’energia prodotta è da fonti rinnovabili.

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E poi?

E poi finiti gli incentivi ed i finanziamenti lascerà delle belle casette agli abitanti della zona, come tante altre che se ne vedono abbandonate per le campagne della Sardegna.. con dentro sterpaglie di ogni tipo, altre piccole cattedrali nel deserto…

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Ci sarebbe tanto altro da scrivere, con i dati sulla produzione di energia elettrica, sulle reti intelligenti, sull’autosufficienza energetica, sulla conversione delle centrali ad olio combustibile e a carbone, sui progetti off shore dell’eolico, sugli incentivi a cascata, sul conto energia, sul Piano Energetico Regionale e sulla poca lungimiranza degli amministratori locali e regionali.. non mancherò..

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Per ora un in bocca al lupo al Comitato “S’Arrieddu per Narbolia”.. a presto..

Il Disobbediente1 – © 02.09.2012

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