Join the stream: liberiamoci dalla plastica

Questa di lato è una delle tante oscenità in cui è possibile imbattersi passeggiando fra le nostre spiagge. Autentiche discariche a cielo aperto.

Ignoranza, stupidità, noncuranza, idiozia… sono tanti i sostantivi o gli aggettivi che possono qualificare questi abomini umani.

Forse non tutti sanno che la plastica si ottiene dalla lavorazione del petrolio e che lo smaltimento dei rifiuti plastici, di cui la maggior parte non è biodegradabile, avviene o per riciclaggio o per stoccaggio in discariche (autorizzate e controllate).

Bruciare materie plastiche significa liberare diossine nell’aria.

Ciò che trovo assurdo è questa catena di idiozia umana: sembra che non sia sbagliato abbandonare qualcosa per strade, spiagge, parchi o boschi se già qualcuno prima di noi ha iniziato a farlo. E così da una prima bottiglia di plastica abbandonata, si passa a due, tre, quattro, venti, cento, mille.

Una sorta di catena di Sant’Antonio dell’imbecillità.

Un primo passo è quello di conferire la plastica prodotta, per un suo corretto smaltimento.

Il secondo passo, auspicabile, è quello di ridurre il consumo (e quindi a catena: conferimento e smaltimento) di plastica in ambito domestico. I modi sono tanti, ognuno può cercare quello più consono al luogo in cui vive.

Dall’utilizzo dell’acqua del rubinetto, all’approvvigionamento in sorgenti naturali, all’uso di depuratori domestici.

Curiosando nel web mi sono imbattuto in una lodevole iniziativa.

Si chiama Join The Stream.

Join The Stream – Fight The Bootle recita l’incipit dell’iniziativa.

La campagna prosegue così:

Hai mai pensato a chi potrebbe ripulire la spiaggia, il bosco, il vicolo proprio dietro casa tua? Grazie a Join the Stream puoi intervenire sui luoghi che vuoi liberare dalla plastica facendolo sapere a tutti: fight the bottle!

Al seguente link http://www.sodastream.it/jointhestream/ è possibile segnalare un luogo che si vuole ripulire e poi ci si ritrova assieme armati di pinza e sacchetto per ridare dignità ambientale ad uno spazio invaso dalla plastica.

Il fatto che sia un’azienda a promuoverla mi fa pensare quanto peso abbia l’interesse per l’ambiente e quanto invece ne abbia lo strizzare l’occhio all’ambiente -che fa sempre colpo- per averne un ritorno di immagine e quindi anche in termini economici.

La Sodastream è -infatti- il marchio leader al mondo per la preparazione domestica di bevande gasate, e di acqua minerale frizzante.

Prima di scrivere queste righe ho indagato per capire se qualcuno avesse testato l’iniziativa trovando in rete sia foto che commenti di persone appartenenti a diverse località.

Mi piacerebbe che queste iniziative fossero promosse da gruppi di cittadini con senso civico e non da società che cercano lustro e pubblicità, ma ben venga che lo facciano investendo in iniziative di questo tipo.

Chi fosse interessato a ripulire un’area dall’invasione della plastica può segnalarla nel sito.

Di contro, ho raccolto anche qualche informazione sulla società Sodastream.

Questo è un articolo pubblicato da Altroconsumo il 12 ottobre 2011:

C’è una sola alternativa all’acquisto e al trasporto delle cassette d’acqua dal supermercato. Il gasatore è un apparecchio che rende effervescente l’acqua di rubinetto arricchendola con anidride carbonica contenuta in apposite cartucce. Per ottenere una buona effervescenza, è necessario utilizzare acqua fredda e di buona qualità.

Il nostro test Sodastream, azienda leader mondiale nella preparazione domestica di bevande gasate, da qualche mese ha immesso sul mercato il suo ultimo prodotto: il gasatore Fizz, dotato di un microchip che mostra la gasatura ottenuta e avverte quando il livello di anidride carbonica alimentare del cilindro sta per finire. Ma l’apparecchio che promette fino a 80 litri di acqua effervescente, nel nostro test è riuscito a trasformarne soltanto 53,4. Se l’utilizzo è risultato agevole, qualche difficoltà è stata riscontrata nel pulire l’apparecchio nel lungo periodo, dal momento che la base della bottiglia fornita in dotazione non è completamente staccabile. Positive sono state le indicazioni emerse dopo la prova di assaggio: non sono stati rilevati odori o sapori sgradevoli, perciò l’apparecchio è stato promosso dal punto di vista qualitativo.

I prezzi Il gasatore Sodastream costa 149,90 euro. La confezione comprende, oltre all’apparecchio: un cilindro di anidride carbonica, il certificato per l’uso e una bottiglia riutilizzabile per gasare un litro d’acqua. Un cilindro di gas costa 29,90 euro, ma se l’acquisto è contestuale alla restituzione di quello già utilizzato il prezzo scende di oltre il 50%: 12,50 euro.
La spesa dell’apparecchio permette di non utilizzare più le bottiglie di acqua minerale, con il risparmio che ne consegue: sulla produzione (quindi petrolio e plastica), ma anche sul trasporto che avviene per lo più su gomma. Dal punto di vista economico, invece, continua a essere più conveniente l’acqua comperata al supermercato. Dal test, infatti, l’apparecchio è risultato poco vantaggioso anche tre anni dopo l’acquisto.
Le bombole vuote sono un rifiuto, del genere RAEE: rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Una volta utilizzate andranno conferite nelle piazzole comunali o ritirate da parte di chi vende un analogo apparecchio nuovo.

Fonte: http://www.altroconsumo.it/alimentazione/acqua/test-prime-impressioni/gasatore-sodastream-fizz

Insomma: c’è sempre il risvolto della medaglia…

Il Disobbediente1 – © 03.09.2012

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2 thoughts on “Join the stream: liberiamoci dalla plastica

  1. Troverai tanti altri spunti negativi sulla Sodastream qua: http://bdsitalia.org/index.php/campagne/stop-sodastream

    La ditta, infatti, opera in palese violazione dei diritti umani e del diritto internazionale. Non per niente, sia Legambiente che WWF Italia hanno preso le distanze, rifiutando i tentativi di Sodastream di coinvolgerli nelle loro iniziative puramente promozionali.

    L’iniziativa Join the Stream non è altro che un modo per una ditta privata di auto-promuoversi con finto ambientalismo.

    Direi che anche il “concorso” Join the Stream sa di finto. Hanno detto che i tre luoghi più votati dai partecipanti sarebbero stati oggetti di ripulitura, invece pochi giorni fa hanno annunciato che il prossimo sarà a Roma! Scelta ovviamente perché conviene a loro per il loro marketing e alla faccia di chi ha dato i propri dati alla ditta partecipando al “concorso” (ma forse questo era il punto vero, cioè raccogliere dati!)

    Per piacere, non promuoviamo questa ditta. Specialmente su un sito che si chiama il disobbediente!

    • “Il fatto che sia un’azienda a promuoverla mi fa pensare quanto peso abbia l’interesse per l’ambiente e quanto invece ne abbia lo strizzare l’occhio all’ambiente -che fa sempre colpo- per averne un ritorno di immagine e quindi anche in termini economici.”

      Queste parole significavano che avevo anch’io qualche dubbio ed anche la pubblicazione dell’articolo di Altroconsumo lo dimostra.

      Soltanto incrociando le informazioni e suscitando curiosità si può “crescere e imparare”, per questo ti ringrazio davvero per la segnalazione.

      Un saluto e ancora grazie.

      Il Disobbediente1

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