La Sardegna che si cura di Te. Liste d’attesa brevi, tutta salute

 

 

 

“La Sardegna che si cura di Te. Liste d’attesa brevi, tutta salute“

Questo dichiara un poster interno alle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere, lo trovi appeso alle pareti dei Pronto Soccorso.

Quella che segue è cronaca semiseria per chi, nell’emergenza, si trova costretto a recarsi presso le strutture preposte.

Il diritto alla salute pare venga costituzionalmente garantito: dopo una piacevolissima serata trascorsa al Pronto Soccorso del S.S.Trinità in quel di Cagliari, ci si convince di quanto sia appropriato il termine paziente.

L’osservazione “Breve ed Intensiva” della patologia dichiarata al tuo arrivo inizia con la pratica del Triage, questa informazione la trovi all’ingresso dell’accettazione nella sala d’attesa: nulla di talmente incomprensibile.

“Triage deriva dal verbo francese “trier” e significa scegliere, classificare, indica quindi il metodo di valutazione e selezione immediata usato per assegnare il grado di priorità per il trattamento quando si è in presenza di molti pazienti.

L’applicazione è motivata dall’aumento progressivo degli utenti, soprattutto di casi non urgenti.

Tale metodo consente di razionalizzare i tempi di attesa in funzione delle necessità dei pazienti, utilizzando quale criterio di scelta le condizioni cliniche degli stessi e non il criterio dell’ordine di arrivo.

A livello ospedaliero, la funzione di triage è attivata nelle unità operative di pronto soccorso-accettazione con oltre 25.000 accessi per anno e nei presidi che, pur essendo al di sotto dei 25.000 accessi, si trovano ad operare in condizioni di flussi periodicamente elevati ed irregolari (turismo stagionale, fiere, manifestazioni, ecc.).

Il triage è svolto da personale infermieristico esperto e specificatamente formato che, valutando i segni ed i sintomi del paziente, identifica le condizioni potenzialmente pericolose per la vita ed attribuisce un codice di gravità al fine di stabilire le priorità di accesso alla visita medica.

L’infermiere, presente nella zona di accoglimento del pronto soccorso, opera sotto la supervisione del medico in servizio e secondo protocolli predefiniti e approvati dal responsabile del pronto soccorso o del dipartimento di emergenza-urgenza (D.E.A.).

L’attivita’ del triage si articola in:

Accoglienza;

Raccolta di dati, di eventuale documentazione medica, di informazioni da parte di familiari e/o soccorritori, rilevamento parametri vitali e registrazione.

Assegnazione codice di gravità.

tali codici, in analogia con i criteri definiti dal decreto del Ministero della Sanità del 15 maggio 1992, articolati in quattro categorie ed identificati con colore sono:

codice rosso: molto critico, pericolo di vita, priorità massima, accesso immediato alle cure;

codice giallo: mediamente critico, presenza di rischio evolutivo, possibile pericolo di vita;

codice verde: poco critico, assenza di rischi evolutivi, prestazioni differibili;

codice bianco: non critico, pazienti non urgenti.

Gestione dell’attesa:

I pazienti in attesa della visita medica possono variare (migliorare o peggiorare) le proprie condizioni cliniche, è quindi parte integrante dell’intero processo di triage la rivalutazione periodica della congruità dei codici colore assegnati.

(è bene utilizzare i servizi del Pronto Soccorso per problemi urgenti e non risolvibili dal medico di famiglia, dal pediatra di libera scelta o dai medici della continuità assistenziale (guardia medica): un corretto utilizzo delle strutture sanitarie evita disservizi per le strutture stesse e per gli altri utenti)“.

 

Quindi, osservante e speranzoso suoni al citofono dell’accettazione per sottoporti al mistico triage, giustamente la porta è chiusa e ti guardi intorno: circa 25 pazienti osservano dalle sedie e attendono.

Attendono ?

Che attendono ?

E da quanto ?

Andiamo con ordine: entri e descrivi il malessere al personale infermieristico esperto e specificatamente formato che, valutando i segni ed i sintomi del paziente, identifica le condizioni potenzialmente pericolose per la vita ed attribuisce un codice di gravità al fine di stabilire le priorità di accesso alla visita medica.

Dopo questo, viene assegnato un colore d’urgenza e:

“Prego, si accomodi in sala d’attesa“.

Esci e ti siedi, ricordi solo ora di non conoscere il colore della tua patologia: non ti è stato detto.

Inizia l’attesa comune,sono le 17 e tra simili si solidarizza.

Scopri che da ore c’è chi attende il suo turno per essere visitato: dalle 13 (certo, giusto un tamponamentino, roba da poco: ma perché lasciarlo a svernare in sala d’attesa ?).

Il tempo si dilata e ti rendi subito conto che non è più soggettivo ma collettivo, lo svago prevalente è l’ingresso di un nuovo suonatore di citofono che viene a rinsaldare le file d’attesa.

Cerchi di capire: sicuramente, nelle sale interne dove visitano, tratteranno delle emergenze rosse o gialle.

E si attende.. chiedi ai compagni di sventura dei casi precedentemente assistiti e delle ambulanze, se il traffico in entrata giustifica tale attesa: mistero.

Conti il tempo di dismissione e cerchi di fartene una ragione, chi esce dalla porta delle sale interne è in grado di deambulare serenamente, è raro si dichiari un ricovero per accertamenti.

Ore 21:30, finalmente vieni prescelto: ti accomodi all’interno e, misurata la pressione, sei informato che puoi serenamente recarti l’indomani dal tuo medico di base per farti prescrivere una preziosa serie di analisi.

Non male per 5 minuti e 22 secondi di anamnesi.

Per scrupolo hai chiesto un fondamentale interrogativo (nulla a che vedere con il chi siamo, etc, etc).

Che colore ti sarai meritato al fatidico arrivo delle 17 ?

Bingo, Verde !

Adesso è dimostrato, l’effetto placebo esiste: “I pazienti in attesa della visita medica possono variare (migliorare o peggiorare) le proprie condizioni cliniche, è quindi parte integrante dell’intero processo di triage la rivalutazione periodica della congruità dei codici colore assegnati “.

E’ taumaturgico e guaritore convivere delle ore con pari disagiati a discutere di colori e senza essere “rivalutati periodicamente“, ci si convince che, in fondo, non si stava poi così male (chissà se da giovedì scorso i “ Bianchi “ continuano a pazientare).

Non si critica gratuitamente metodo e professionalità: è incomprensibile non avvisare all’accettazione che – date le condizioni del servizio per urgenze o afflusso – le tempistiche di visita possano dilatarsi eccessivamente dato il codice diversamente critico.

 

Lasciando al libero arbitrio dei sofferenti la scelta di rivolgersi altrove.

 

Lello Corti – © 12.10.2012

 

 

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