Dalla Sardegna al Kurdistan: parole e musica

L’associazione culturale

2000 [R]esistenze

 organizza

a

 Giovedì 1 Novembre

San Sperate, Via Roma n. 15

Museo del crudo

 

Dalle 18.30 in poi..

 

 

Una giornata dedicata agli omicidi sul lavoro con un evento culturale di grandissimo livello.

La giornata comincerà con un reading letterario con Giuseppe Murtas e Rossella Fanni accompagnati dalla musica di Francesco Fry Moneti (Modena City Rambles) e Luca Lanzi (La Casa del Vento).

Tra un pezzo e l’altro, si potrà contribuire alla discussione sul perché ancora nel 2012 si muoia nel posto di lavoro.

A seguire un buffet sociale a prezzo popolare.

La serata si concluderà con il live acustico del duo Francesco Fry Moneti e Luca Lanzi.

Il buffet sociale ha il costo di 6 euro.

Chi è interessato può contattare il numero: 348.6059394

a

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Francesco Fry Moneti e Luca Lanzi

saranno poi a

a

Elmas il 2 Novembre dalle ore 21

al Teatro Comunale.

(http://www.facebook.com/events/106964129464459/)

a

E poi a Selegas il 3 Novembre dalle ore 10

per la “Giornata dei diritti dell’infanzia” al Teatro Comunale

(http://www.facebook.com/events/213256118806746/?ref=ts&fref=ts)

a

Il Disobbediente1 – © 31.10.2012

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3 thoughts on “Dalla Sardegna al Kurdistan: parole e musica

  1. il 1 novembre museo del crudo san sperate omicidi sul lavoro.
    2 novembre teatro comunale elmas dalla sardegna al kurdistan per la liberazione di ocalan.
    3 novembre teatro comunale selegas diritti dell’infanzia

  2. scusate stiamo lanciando una petizione a favore ŞIAR RIŞVANOĞLU, perseguitato dal governo turco, si potrebbe fare un’accenno nella vostra iniziativa? Şiar Rişvanoğlu è avvocato, ha difeso molti imputati processati con l’accusa di “crimini d’opinione”, incluso il compianto attivista italiano Dino Frisullo, che fu perseguito dallo stato turco esattamente per le sue attività di solidarietà con il popolo Curdo.
    Rişvanoğlu è anche stato consulente nel processo contro i responsabili dell’assassinio del noto attivista armeno, il giornalista Hrant Dink. Gran parte della sua attività è legata alla difesa degli attivisti di base curdi. Scrive di questioni sociali, politiche e culturali ed ha pubblicato un gran numero di articoli per molti giornali e riviste, in particolare attorno alla questione curda.

    Oltre al suo attivismo come avvocato e come editorialista, è anche uno dei fondatori e portavoce del Partito Operaio Rivoluzionario (DIP). Alle elezioni amministrative nel 2009, Rişvanoğlu fu candidato di un’ampia alleanza di partiti e movimenti turchi e curdi per la carica di sindaco ad Adana, la quarta più grande città turca con oltre un milione e cinquecentomila abitanti, importante centro dell’industria meccanica e agroalimentare, dove raggiunse il 10% del voto popolare.

    FERMIAMO LA PERSECUZIONE DI ŞIAR RIŞVANOĞLU

    STOP ALLA REPRESSIONE DELLA SOLIDARIETA’
    CON IL POPOLO CURDO

    Non è sufficiente la negazione dei diritti del popolo Curdo, con l’attacco alle sue organizzazioni e con la carcerazione di migliaia di attivisti curdi per anni, persino prima della loro condanna, lo stato Turco sta anche cercando di intimidire gli intellettuali turchi e gli oppositori che dimostrano solidarietà con i Curdi.

    Şiar Rişvanoğlu è l’ultimo di una lunga serie di intellettuali turchi e di socialisti minacciati da una sentenza che prevede la prigione, solo e semplicemente per aver dichiarato solidarietà con la lotta del popolo curdo per la libertà.

    Egli è stato condannato a due anni e quattro mesi di prigione, per aver espresso le sue posizioni il primo maggio del 2010 alla TV ROJ, un canale con sede a Brussels, diretto dal movimento curdo in esilio.

    La sentenza è stata decretata da una delle cosiddette “Corti di Assise con poteri speciali”, che sono semplicemente la continuazione sotto mentite spoglie delle famose Corti di Sicurezza Statale del passato. Il caso è ora di fronte alla Corte di Cassazione, la cui decisione renderà definitiva la sentenza.

    Una delle assurdità della sentenza della corte, è la menzogna per cui Rişvanoğlu sia stato condannato per aver attuato “propaganda per l’organizzazione”, dove la parola organizzazione nel contesto sta per PKK, il Partito Operaio del Kurdistan, il partito che sta conducendo una guerra di guerriglia contro l’esercito turco dal 1984. Essendo un fondatore e portavoce di un altro partito, il Partito Operaio Rivoluzionario (DIP), un partito che ha chiaramente criticato la linea politica del PKK per tutta l’ultima decade, mentre allo stesso tempo ha difeso i diritti e le richieste del popolo Curdo, è assurdo che Rişvanoğlu sia accusato d’aver fatto propaganda per il PKK.

    I sottoscrittori di questa petizione
    rigettano il crimine di opinione,
    condannano ogni tentativo di intimidazione degli intellettuali e oppositori turchi per la dichiarazione di solidarietà con il popolo Curdo
    chiedono la fine della persecuzione di Şiar Rişvanoğlu e la caduta di ogni carico nei suoi confronti.

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