Caro stato italiano: sono gay

 

 

 

Il 07.11.2012 in Francia accade che..

Parigi – (Adnkronos/Dpa) – La definizione del codice civile cambierà da unione “fra un uomo e una donna” a quella di unione “fra due persone”. Di conseguenza i coniugi omosessuali avranno esattamente gli stessi diritti e doveri degli eterosessuali, potranno adottare figli ed erediteranno dal partner. Scontro aperto con la Chiesa, l’arcivescovo ai fedeli: ribellatevi!

 

Il 06.11.2012 negli Stati Uniti accade che..

Oltre a votare per eleggere il presidente degli Stati Uniti, i cittadini di tre stati americani – Maryland, Maine e Washington – hanno espresso la loro opinione su referendum che proponevano di legalizzare i matrimoni gay a livello statale. Il Maryland e Washington hanno confermato le leggi dei rispettivi parlamenti che legalizzavano l’unione tra le persone dello stesso sesso, mentre il Maine ha approvato una legge di iniziativa popolare per legalizzare il matrimonio omosessuale. Sono i primi tre stati americani ad approvare la proposta attraverso una consultazione popolare.

Negli Stati Uniti gli stati in cui il matrimonio gay è legale sono diventati così nove, più il District of Columbia : Massachusetts (il primo a legalizzare il matrimonio nel 2004), Connecticut, Iowa, Vermont, New Hampshire, New York, Maine, Maryland e Washington. Le leggi dei singoli stati sulla questione sono molto diversificate: California, Colorado, Delaware, Hawaii, Illinois, Nevada, Oregon, Rhode Island e Wisconsin riconoscono le unioni civili, anche se ogni stato prevede un diverso insieme di diritti e doveri. In New Jersey e Rhode Island le persone gay non possono sposarsi, ma vengono riconosciuti i matrimoni celebrati negli altri stati.

 

Il 01.04.2001 nei Paesi Bassi accadeva che..

Il primo stato al mondo dove il matrimonio è aperto a coniugi dello stesso dal 1º aprile 2001. In aggiunta al matrimonio, sono in vigore le unioni registrate per coppie di sesso diverso o dello stesso sesso del tutto simili alle nozze tradizionali e la regolamentazione delle convivenze di fatto.

E poi nel 2003 il Belgio, nel 2005 la Spagna ed il Canada. Nel 2006 il Sudafrica, nel 2008 la Norvegia, nel 2009 la Svezia. Nel 2010 il Portogallo, l’Islanda e l’Argentina. Nel 2012 la Danimarca.

 

 

In Italia..

 

Da un articolo de La Repubblica dell’8 Novembre 2012 firmato da Andrea Punzo

“Un vento nuovo, si diceva. Che soffia un po’ ovunque ma non in Italia. Dove in tema dei diritti per le coppie omosessuali regna calma piatta. Poco o nulla. Ogni tanto si alza la bufera ma sempre in direzione contraria rispetto ai buoni esempi europei e americani. Il presidente nazionale di Arcygay Paolo Patanè ha definito il nostro “paese del quarto mondo per diritti civili e libertà”. Se nel resto d’Europa si parla di matrimoni gay, in Italia siamo ancora fermi alla discussione se estendere o no una norma (la legge Mancino del 1993) che assicura protezione “contro  –  si legge nel testo – le discriminazioni motivate da condizioni razziali, etniche, nazionali o religiose a tutte le minoranze” Vale per tutti ma non per gli omosessuali.  E quasi come una beffa, la mattina dopo il bis elettorale di Obama e l’affermazione dei referendum sulle nozze gay in alcuni stati americani,  in Italia la commissione giustizia della Camera bocciava il testo base per una nuova legge contro l’omofobia, che prevede proprio l’estensione della legge Mancino. “L’ennesima dimostrazione  –  dice la deputata PD Paola Concia, prima firmataria del provvedimento e da sempre in prima fila nelle battaglie su questi temi  –  della distanza siderale tra questo Parlamento e la realtà fuori che chiede a gran voce diritti uguali per tutti”.

 

Per quello che possono interessare, ecco le dichiarazioni di Pier Ferdinando Casini del 20 luglio 2012:

“Il matrimonio tra gay è un’idea profondamente incivile, una violenza della natura sulla natura”.

 

E quelle di Nichi Vendola del 4 settembre 2012:

“L’agenda dei diritti civili e sociali va scritta insieme. Ma io non voglio stare in un acronimo. A cinquantaquattro anni voglio dire che mi voglio sposare con il mio compagno. Rivendico questo. Come cittadino, come persona e come cristiano voglio poter vivere una discussione vera e chiedere al mio Stato e alla mia Chiesa per quale motivo progetti d’amori non possono essere liberati da un tappo di Medioevo che tante volte ha ferito la nostra vita. Prendiamo quello che è possibile, si dice. Ma è con questa logica che abbiamo uno standard di diritti civili da repubblica islamica, perché abbiamo rinunciato a una battaglia di principio. Invece voglio poter dire anche in Italia che abbiamo diritti interi e non dimezzati”.

 

La Corte Costituzionale con sentenza 138/2010:

La decisione relativa ai matrimoni fra persone dello stesso sesso dipende interamente dalla volontà del Legislatore, non trovando in ciò nessun limite od ostacolo o prescrizione nella nostra Costituzione.

“Annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri”. (…) “Spetta al Parlamento, nell’esercizio della sua piena discrezionalità, individuare le forme di garanzia e di riconoscimento per le unioni suddette. (…) I concetti di famiglia e di matrimonio non si possono ritenere cristallizzati con riferimento all’epoca in cui la Costituzione entrò in vigore, perché sono dotati della duttilità propria dei princìpi costituzionali e, quindi, vanno interpretati tenendo conto non soltanto delle trasformazioni dell’ordinamento, ma anche dell’evoluzione della società e dei costumi”.

 

E poi la coerenza di Massimo D’Alema..

(9 settembre 2011) – Sono favorevole al riconoscimento dei diritti delle unioni. Noi avevamo appoggiato un disegno di legge che riconosceva l’unione tra gli omosessuali, ma la distingueva dal matrimonio. Il matrimonio, come è previsto dalla Costituzione, è l’unione tra persone di sesso diverso, finalizzata alla procreazione. Questo dice la Costituzione. Del resto, le organizzazioni serie di gay non hanno mai chiesto di potersi sposare in chiesa. Hanno posto un problema diverso, ovvero che vengano riconosciuti i diritti delle persone che si uniscono.

Penso che il sentimento degli italiani che ritengono che il matrimonio sia un sacramento vada rispettato. È possibile rispettarlo senza comprimere i diritti delle persone omosessuali, diritti che devono esser riconosciuti.

(13 settembre 2011) – “Chiedo scusa per l’equivoco – ha detto stasera D’Alema a Bologna -. Può darsi che i miei riferimenti al testo costituzionale siano stati rozzi, che non mi sia espresso con chiarezza. Non ho mai detto che la Costituzione impedisce il matrimonio omosessuale. Ho detto che siamo in un Paese con una storia e una tradizione». Nel quale la lotta per i diritti deve fare i conti «con un ragionevole compromesso» tra «l’allargamento dei diritti per persone che convivono» e «la sensibilità di un mondo cattolico che si sente urtato». Sensibilità che – precisa – non è la sua: «Non ho la remora di definire il matrimonio un sacramento». D’Alema si è però anche detto «colpito» che le sue frasi, «o meglio spezzoni di un discorso durato tre ore», siano state riportate dopo quattro giorni, «quasi a voler mettere benzina sul fuoco.

 

Ogni tanto viene tirata in ballo la Costituzione Italiana, ma forse è meglio non farlo a caso o quantomeno che si abbia la bontà di leggerla..

 

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

 

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

 

Art. 29

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

 

 

 

L’Italia dei piccoli passi..

 

Comuni che hanno approvato il registro delle unioni civili

  1. Empoli (Firenze) – 21 ottobre 1993
  2. Cogoleto (Genova) – 18 gennaio 1994
  3. Pisa – 7 giugno 1996
  4. Firenze – 27 ottobre 2001
  5. Ivrea (Torino) – giugno 1998
  6. Voghera (Pavia) – 21 luglio 1998
  7. Arezzo – 24 settembre 1998
  8. Scandicci (Firenze) – 29 settembre 1998
  9. Fano (Pesaro-Urbino) – 17 novembre 1998
  10. Ferrara – 23 dicembre 1998
  11. Campi Bisenzio (Firenze) – 1999
  12. Spello (Perugia) – 1999
  13. San Sepolcro (Arezzo) – 1999
  14. Inzago (Milano) – 28 giugno 1999
  15. Cervignano del Friuli (Udine) – 28 agosto 1999
  16. Tarquinia (Viterbo) – 15 settembre 1999
  17. San Giovanni Valdarno (Arezzo) – 2000
  18. Rosignano Marittimo (Livorno) – 13 aprile 2000
  19. Montebruno (Genova) – 21 giugno 2000
  20. Trezzo Sull’Adda (Milano) – 2 giugno 2001
  21. Terni – 12 gennaio 2002
  22. Gallarate (Varese) – 14 novembre 2002
  23. Bagheria (Palermo) – 22 gennaio 2003
  24. Rivoli (Torino) – 25 febbraio 2003
  25. Perugia – 11 marzo 2003
  26. Bolzano – 3 Aprile 2003
  27. Rovereto (Trento) – 5 luglio 2003
  28. Casalgrande (Reggio Emilia) – 11 settembre 2003
  29. Pizzo Calabro (Vibo Valentia) – 28 luglio 2004
  30. Piombino (Livorno) – 16 dicembre 2004
  31. Calenzano (Firenze) – 2005
  32. Cannara (Perugia) – 7 giugno 2005
  33. Cecina (Livorno) – 23 giugno 2005
  34. Pistoia – 5 luglio 2005
  35. Castelnovo ne’ Monti (Reggio Emilia) – 23 ottobre 2005
  36. Arco (Trento) – 9 novembre 2005
  37. Foligno (Perugia) – 20 novembre 2005
  38. Isola Dovarese (Cremona) – 26 novembre 2005
  39. San Marcello Pistoiese (Pistoia) – 28 novembre 2005
  40. Bastia Umbra (Perugia) – 22 dicembre 2005
  41. Atzara (Nuoro) – 21 gennaio 2006
  42. Viareggio (Lucca) – 23 febbraio 2006
  43. Assago (Milano) – 28 febbraio 2006
  44. Trento – 6 marzo 2006
  45. Macerata – 19 aprile 2006
  46. Zumaglia (Biella) – 15 giugno 2006
  47. Sovicille (Siena) – 11 luglio 2006
  48. Cavriago (Reggio Emilia) – 13 luglio 2006
  49. Viadana (Mantova) – 20 novembre 2006
  50. Pegognaga (Mantova) – 30 novembre 2006
  51. Ancona – 8 gennaio 2007
  52. Porto Torres (Sassari) – 31 gennaio 2007
  53. Colle di Val d’Elsa (Siena) – 21 febbraio 2007
  54. Sarzana (La Spezia) – 21 febbraio 2007
  55. Massa Carrara – 22 febbraio 2007
  56. Tortolì (Ogliastra) – 18 aprile 2007
  57. Follonica (provincia) – 29 maggio 2007
  58. Formia (Latina) – 26 giugno 2007
  59. Castel Maggiore (Bologna) – 25 luglio 2007
  60. San Polo dei Cavalieri (Roma) – 21 settembre 2007
  61. Ariccia (Roma) – 11 ottobre 2007
  62. San Vincenzo (Livorno) – 26 novembre 2007
  63. Pescara – 28 febbraio 2008
  64. Brugherio (Milano) – 3 marzo 2008
  65. Corsico (Milano) – 24 aprile 2008
  66. Ravenna – 3 giugno 2008
  67. Cossato (Biella) – 18 giugno 2008
  68. Piossasco (Torino) – 25 giugno 2008
  69. Sesto Fiorentino (Firenze) – 17 luglio 2008
  70. Cesena (Forlì-Cesena) – 10 ottobre 2008
  71. Copparo (Ferrara) – 8 maggio 2010
  72. Cavallermaggiore (Cuneo) – 11 maggio 2010
  73. Livorno – 9 febbraio 2011
  74. Pesaro – 18 aprile 2011
  75. Mele (Genova) – 10 agosto 2011
  76. Siena – 19 agosto 2011
  77. Montepulciano (Siena) – ottobre 2011
  78. Palermo – 8 novembre 2011
  79. Cascina (Pisa) – dicembre 2012
  80. Tissi (Sassari) – 10 febbraio 2012
  81. Napoli – 13 febbraio 2012
  82. Berra (Ferrara) – 24 febbraio 2012
  83. Cassino (Frosinone) – 4 maggio 2012
  84. Banari (Sassari) – 5 maggio 2012
  85. Trepuzzi (Lecce) – 1 giugno 2012
  86. Cagliari – 27 giugno 2012
  87. Bottidda (Sassari) – 8 giugno 2012
  88. Cava Manara (Pavia) – 19 luglio 2012
  89. Milano – 27 luglio 2012
  90. Bassano Romano (Viterbo)
  91. San Ferdinando di Puglia (Barletta Andria Trani) – 9 settembre 2012
  92. Scala Torregrotta (Messina) – 15 settembre 2012

 

 

92 su circa 8.900 comuni italiani, si può fare di meglio.

 

Un’ultima cosa..

Ricordo che il principio fondamentale che è alla base della religione cattolico-cristiana è:

AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO

 

Mi viene da pensare che la stessa Chiesa sia fondamentalmente d’accordo sull’esistenza delle unioni civili ed i matrimoni omosessuali, perché quel “se stesso” è amore verso una persona dello stesso sesso. Cioè: se stessi.

O no?

 

Il Disobbediente1 – © 10.11.2012

 

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