Napolitano e il suo regalo di Natale: scioglie le Camere e fa sparire 500.000 firme

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È di qualche giorno fa la lettera scritta dal Comitato Promotore del Referendum sul Lavoro al Presidente Giorgio Napolitano.

 

Il testo della lettera:

 

“Egregio Presidente,

come certamente Ella saprà è in corso la raccolta di firme, già sottoscritta da centinaia di migliaia di cittadini, per l’indizione di un referendum per l’abrogazione della riforma dell’articolo 18 introdotto dalla legge Fornero e dell’articolo 8 della legge finanziaria dell’agosto 2011″. La crisi politica del governo Monti ha prodotto un’accelerazione delle elezioni politiche che, con ogni probabilità, a quello che si legge nei giornali, dovrebbero svolgersi entro il mese di febbraio”. “La raccolta di firme per i referendum, dunque, incrocia i tempi dello scioglimento anticipato delle camere”, si legge ancora nella missiva. “Sappiamo che il suo dovere costituzionale è garantire un sollecito ritorno alle urne affinché i cittadini possano liberamente scegliere nel più breve tempo possibile il governo dal quale vogliono essere governati. Tuttavia, ci permettiamo di sottolineare anche il diritto dei cittadini che hanno sottoscritto la richiesta dei referendum a non vedere vanificata la loro volontà, come accadrebbe qualora lo scioglimento delle camere avvenisse prima del deposito delle firme che abbiamo previsto per i primi giorni del mese di gennaio. La fervida preghiera che Le rivolgiamo è di individuare, nell’ambito delle sue prerogative, una finestra temporale che consenta l’esercizio di tale diritto senza per questo rinviare le elezioni politiche anticipate oltre il mese di febbraio”.

“Rivolgiamo un pressante appello a tutte le forze organizzate e ai cittadini – continua la lettera . per intensificare nelle prossime ore la raccolta delle firme che dovranno essere consegnate alla sede nazionale entro il 31 dicembre in modo da potere essere controllate e depositate entro la data prevista del 9 gennaio 2013”. “Ribadiamo, avendo dalla nostra parte la legge e la Costituzione, che lo scioglimento anticipato delle camere non inficia minimamente la procedura referendaria che abbiamo seguito con scrupoloso rispetto delle regole”.
“Sostenuti dal parere dei i nostri uffici legislativi, affermiamo con forza che è possibile e doveroso salvaguardare le firme anche in caso di scioglimento nel mese di dicembre, come già avvenuto in passato”, proseguono, “Appena sarà resa nota la data effettiva di scioglimento del parlamento avvieremo dunque le necessarie e forti azioni giuridiche e politiche per tutelare il diritto al referendum costituzionalmente garantito.
Il comitato, infine, denuncia “il furto di informazione” compiuto dalla Rai e dal sistema dei media nel suo complesso, “che non informano i cittadini su questa fondamentale battaglia in corso”.

 

 

In poche parole sono a rischio le 500.000 firme raccolte considerato che il Presidente Napolitano ha firmato il decreto di scioglimento delle Camere in data 22 dicembre.

 

Le firme verranno depositate, ma l’iter perché il referendum possa aver luogo sarà difficoltoso e complicato.

 

I cittadini vengono scippati dell’unico strumento di esprimersi senza intermediari, l’unico strumento di democrazia diretta che hanno, e nessuno ne parla..

a

Il Disobbediente1 – © 23.12.2012

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