L’omicidio Alfano, 20 anni per la verità

Beppe Alfano

“Alfano, tu al 20 di gennaio non ci arrivi”

La vita di Beppe Alfano fu spezzata prima.

L’ 8 gennaio del 1993, a pochi passi dalla propria abitazione, la mafia consegnò il proprio messaggio a Beppe Alfano.

Tre colpi di pistola, uno dei quali in bocca.

Beppe Alfano non aveva taciuto.

Beppe Alfano non si era spaventato.

Beppe Alfano non aveva interrotto il suo lavoro di ricerca e di denuncia.

Beppe Alfano non aveva piegato la testa.

In casa di Beppe Alfano però c’era ancora materiale scottante, materiale pericoloso, materiale che, dopo essere stato sequestrato in tutta fretta dai Servizi Segreti italiani, risulta essersi smaterializzato.

Da qui in poi, sembra un film già visto, tante le storie messe in giro dalla mafia per depistare le indagini, ed ancora oggi a 20 anni dalla sua morte, sono ignoti i nomi dei mandanti.

La sua uccisione è conferma dell’ importanza della libertà di informazione ed è drammatica dimostrazione di quanto i giornalisti liberi siano temuti dall’intreccio criminale di mafia- affari-politica

8 gennaio 2013 – 20 anni dopo

Alla presenza di Sonia Alfano (figlia del giornalista ucciso), di Benny Calasanzio Borsellino, di Salvatore Borsellino, di Salvatore Calleri, delle studentesse vittime dell’attentato di Brindisi, ieri a Barcellona Pozzo di Gotto si è svolta la la cerimonia di intitolazione di Piazza Trento a Beppe Alfano.

Queste le parole di Giuseppe Lumia pronunciate al convegno su “l’omicidio Alfano, 20 anni per la verità”

“Beppe Alfano ci ha lasciato un’eredità preziosa. Da giornalista vero e autentico ha avuto il coraggio di raccontare il sistema di potere politico-mafioso presente a Barcellona Pozzo di Gotto. Da militante, che credeva nella politica e nel bene comune, non ha esitato a contestare i vertici del suo partito per la loro inerzia nei confronti di candidature più che discutibili. Da cittadino ha ispirato la sua vita ai valori della legalità e della giustizia, lasciato il segno nei confronti di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo”

Difficile scrivere di mafia, difficile parlarne, difficile per me che non so scrivere, ma come disse Paolo Borsellino

Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.

Questo è il mio modo per rendere omaggio al coraggio di un Uomo  che è morto per la Verità.

Grazie Beppe

Il Disobbediente2 – © 09.01.2013

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