I “finti” tagli alla Casta: 60 consiglieri che guadagneranno quanto 80?

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La Camera dei Deputati nella seduta n. 739 del 22/01/2013 approva la modifica degli articoli 15 e 16 dello Statuto Speciale per la Sardegna in materia di composizione del Consiglio Regionale.

 

Che succede?

Si passa dagli attuali 80 consiglieri regionali a 60.

Per chi volesse dilettarsi a curiosare: http://documenti.camera.it/votazioni/votazionitutte/schedaVotazione.asp?Legislatura=XVI&RifVotazione=739_26&tipo=dettaglio

 

In sintesi una votazione unanime: 406 presenti, 404 votanti, 400 favorevoli e 4 contrari.

I soliti noti assenti, tanto per citarne qualcuno: Angelino Alfano, Silvio Berlusconi (che sarà capolista in Sardegna), Luca Giorgio Barbareschi (eletto in Sardegna), Ignazio La Russa.. così presi a caso dalla lista.

E poi fra gli assenti il grande lottatore sardo, l’impavido difensore della sua terra: Mauro Pili.

 

Le dichiarazioni dopo il voto da parte del Governatore della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, sono entusiaste:

«L’approvazione della modifica statutaria che apre le porte alla riduzione del numero dei consiglieri regionali rappresenta un ulteriore passo in avanti verso quel cambiamento di cui la Sardegna è antesignana a livello nazionale. E’ una decisione – ha aggiunto il governatore – che segue le nostre scelte sulla riduzione dei costi della politica, adottate in tempi in cui ancora nessuno parlava di “spending review”, secondo una linea che intendiamo portare avanti nel solco di una volontà popolare certificata anche dai referendum popolari regionali».

 

Così come quelle della Presidente del Consiglio Regionale, Claudia Lombardo:

«Una vittoria che va ascritta soprattutto al Consiglio regionale che aveva approvato un proprio provvedimento, nell’ottobre del 2011, prima che il governo nazionale intervenisse per definire il taglio nelle altre Regioni».

 

Non so, ma io non mi sento di essere poi così entusiasta..

Abbassare la rappresentatività facendola passare per una cosa buona e giusta di contenimento delle spese e contro gli sperperi della politica è, ancora una volta, buttare un po’ di fumo negli occhi per conservare gli antichi privilegi.

 

Il numero dei consiglieri è stato ridotto, quindi certo, se la matematica non è un’opinione, ci saranno 20 stipendi in meno da sborsare.

 

Non vorrei che, fra qualche tempo ad acque chete e senza far troppo rumore, i 60 superstiti riportassero la torta da spartire allo stesso quantum di prima.

Insomma, fra qualche tempo non è che ci troveremmo ad avere la stessa spesa di prima perché i 60 superstiti nel silenzio generale si aumenteranno lo stipendio?

È già accaduto in passato, quindi non scrivo nulla di inimmaginabile.

 

Al Signor Ugo Cappellacci vorrei far notare che la VERA riduzione dei costi della politica non è ridurre il numero dei consiglieri, abbassando la rappresentatività, ma è il taglio dei mille privilegi della Casta.

Mi chiedo e gli chiedo: perché non si parla di una riduzione dei Vostri lauti stipendi, diarie, benefit e varie ed eventuali?

 

Sarò una voce stonata e fuori dal coro: per me potevano anche restare 80 ma che guadagnassero il giusto.. allo stato attuale delle cose saranno ancora una Casta, soltanto un po’ meno numerosa..

 

Il Disobbediente1 – © 23.01.2013

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