Il futuro è Peer-to-Peer

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Vi invitiamo alla lettura di questo articolo e alla sua condivisione, grazie a tutti..

(Traduzione di Daniel Iversen e Vincenzo Barbato)

Fonte: http://www.zeitgeistitalia.org/node/4650

Volevo cogliere l’opportunità per introdurvi al fantastico mondo della Peer to Peer Foundation. Questa filosofia, se scegliamo di abbracciarla, può responsabilizzarci ad iniziare una transizione.
Quando sentite le parole “peer to peer” la prima cosa che viene in mente sono i download illegali, ma questo è come pensare ai ladri di auto ogni qual volta si parli di automobili. Peer to Peer è un fenomeno, una filosofia, un universo emergente di possibilità. Ha la potenzialità di attuare il cambiamento di cui abbiamo tanto bisogno e hanno necessità di abbracciarla tutti i movimenti per un cambiamento sociale.

In poche parole questa filosofia aiuta noi, le persone, a riprendere il potere. Come disse Bucky Fuller: “Non cambierete mai le cose combattendo contro la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruite un nuovo modello che faccia diventare obsoleto quello esistente”, ed è esattamente quello che fa la Peer to Peer Foundation.
Pagine su pagine di Wiki descrivono la sua vastità di applicazioni reali, tangibili e le sue soluzioni per ricostruire una società letteralmente da zero.
É coperta ogni area, dalla cultura all’educazione, dall’economia alla scienza. La maggior parte delle applicazioni segue un filo comune: il richiamo all’informazione e alla collaborazione aperta, vera democrazia.

Ridefinire la scarsità.

Il Manifesto della Peer to Peer mette in dettaglio come esso stia minando le tradizionali nozioni di proprietà, riconoscendo la scarsità nel mondo materiale, (cosa che l’economia di mercato non fa) e accoglie invece l’abbondanza nel mondo virtuale, che il capitalismo invece non permette. Ci forza quindi a capire la vera natura della proprietà.

Consumo collaborativo.

Un Consumo Collaborativo è un “Sistema sociale ed economico guidato da tecnologie di rete che permettono la condivisione e lo scambio di tutti i beni: da superfici ad abilità ad automobili, in modi e in scala mai possibili finora.”
Il movimento p2p sta crescendo velocemente, con la tecnologia che da una mano alla vasta schiera di piattaforme per la condivisione, lo scambio e la collaborazione.
I network di scambio fisico/virtuale e di condivisione sono intrinsecamente sostenibili, tenendo i rifiuti lontani dalle discariche, riutilizzando materiali, riducendo la distribuzione e soprattutto il bisogno di una nuova produzione.
Non si tratta solo di oggetti fisici. Il consumo collaborativo comprende anche la condivisione delle nostre abilità e competenze, il crowdsourcing, la condivisione del tempo e il crowdfunding, mostrandoci quindi ciò che è realmente possibile fare quando si lavora insieme. Il Peer-to-peer non è però solo condivisione.

Democrazia Diretta

Nei sistemi distribuiti, dove non c’è una gerarchia dichiarata, il potere fà parte del pensiero. La Peer Governance e la Democrazia tendono verso un modello di coinvolgimento, con partecipanti attivi delle decisioni, ma che incorpora anche un sistema auto-immune per prevenire l’appropriazione privata del potere.

Aziende efficienti

Le reti aperte e distribuite sono di per sé sostenibili nella produzione e nell’agricoltura oltre che nelle industrie atte a conseguire l’efficienza, dai loro modelli for-benefit e non-reciproci, sono in asimmetrica competizione con le aziende for-profit (quelle più comuni).
Ciò è significativo, se creiamo imprese che ci forniscono solo i nostri bisogni primari, piuttosto che la massimizzazione dei loro profitti, possiamo in teoria creare una società migliore.

Liberare nuovamente l’innovazione

Il potenziale di creazione, con il peer-to-peer, è immenso, e apre la strada alla creatività libera e aperta. Alle idee viene permesso di evolversi e di costruirsi a vicenda come è stato negli anni del Rinascimento, prima del sopravvento dell’individualismo e delle multinazionali. Con le leggi del copyright, aggrappate a paradigmi obsoleti e con la “guerra dei brevetti” che diventa una velenosa influenza per l’innovazione, si corre davvero il rischio di un nuovo periodo buio per il progresso.

Il mondo del Creative Commons e del Peer-to-Peer indebolisce queste limitazioni obsolete mentre le tecnologie che le accompagnano ignorano la legislazione. È un mondo dove c’è una motivazione intrinseca, con la collaborazione che porta benefici sia ai creatori che ai consumatori.
Obama, ha dichiarato nell’aprile 2011: “Esistono perfino delle auto che escono dalla catena di montaggio a Detroit con motori a combustione che possono viaggiare per piu di 50 miglia (80.5 km) per gallone (1 gallone 3,7 litri).” C’era però un’altra auto che ci era quasi vicino, ma non abbastanza. La comunità Peer-to-peer disse: “Non è abbastanza” e ha creato Wikispeed: un auto “Open Source” da 50km/Litro.
Forse avrete visto Open Source Ecology in “Owned and Operated”. Per tutti gli altri, sappiate che si tratta di una rete di agricoltori, ingegneri e sostenitori che negli ultimi anni hanno creato il Global Village Construction Set (il Set per la costruzione di un Villaggio Gloale), una piattaforma tecnologica open-source, a basso costo, altamente performante per una costruzione fai-da-te facile delle 50 diverse macchine industriali per costruire una civiltà sostenibile con comfort moderni. Essenzialmente si tratta di un set per avviare una civiltà open source.

Denaro democratico

Bitcoin è un nuova moneta digitale sperimentale che consente di effettuare pagamenti istantanei a chiunque, in qualsiasi parte del mondo. Bitcoin utilizza la tecnologia peer-to-peer senza l’utilizzo di alcuna autorità centrale: la gestione delle transazioni e dell’emissione di moneta sono effettuate collettivamente dalla rete.”
Si, mi rendo conto che è un pò controverso e che il denaro crea più problemi di quanti ne risolva. Ma per un periodo transitorio questo potrebbe almeno alleviare molti problemi creati dal nostro sistema finanziario corrotto mosso dai banchieri, mettendo il potere di controllare il denaro nelle mani della comunità. È un sistema robusto e non manipolabile che sta crescendo di popolarità man mano che la gente ci crede. Alla fine è vero, sarà ancora oggetto di molti degli stessi problemi che affrontiamo nel corrente sistema monetario, ma, mentre ci siamo ancora dentro, Bitcoin è per le banche quello che BitTorrent è per le etichette discografiche.

Un nuovo paradigma

La gente di tutto il pianeta utilizza l’interconnessione offerta dalla tecnologia allo scopo di forgiare una nuova società, costruita da zero, piuttosto che governata dall’alto. Ci stiamo rendendo conto dei fallimenti della democrazia e forgiando quindi un sistema basato sull’equità. Stiamo iniziando a diffidare dei mass media e siamo stanchi dei nostri governi. Stiamo perdendo interesse nell’educazione statale, scegliendo invece di imparare in base a quello che ci ispira, perché non abbiamo più bisogno che le autorità provvedano a noi.
Questa è la verità, stiamo perdendo la fiducia nelle autorità. I nostri pari raccolgono più rispetto dei nostri leader. Le nostre connessioni e i nostri legami stanno diventando più preziosi di quello che possediamo. Stiamo persino imparando ad aiutarci l’un l’altro.
Questo è l’inizio di un nuovo mondo, Società 2.0, in cui vedremo la maggior parte delle regole che diamo per scontate: il capitalismo, il consumo e più di tutte, l’autorità, spazzate via da uno tsunami di innovazione sociale.

Fate qualche ricerca!

Per favore leggete il sito della P2P Foundation. Vi ho solo dato un assaggio qui perché la maggior parte delle informazioni si trovano già lì. Questo è solo un assaggio atto a ispirarvi ad imparare di più.

Quindi nello spirito dei beni comuni, invito i frutti degli altri perché insieme, sappiamo tutto.

Il Disobbediente1 – © 30.01.2013

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One thought on “Il futuro è Peer-to-Peer

  1. Sostengo tutte le iniziative ed accolgo tutte le riflessioni sulla libera fruizione delle opere, nei limiti della tutela voluta dai creatori. Modelli come quelli che hai segnalato sono preziosi ed ormai sono anni che gli studi dimostrano come i download (legali o meno) non intacchino gli acquisti legali degli appassionati di arte in tutte le sue espressioni. Anzi, tra coloro che “scaricano” ci sono quelli che più di tutti acquistano legalmente. Io, per professione e per convinzione personale, cerco di seguire da vicino queste nuove realtà, sperando che la circolazioni di idee ed opere possa essere sempre più fluida. Mi sono occupata anche di C.C. nella speranza di dare il modesto contributo alla diffusione di un diverso approccio. Un saluto.

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