Casa e Chiesa: Don Eraldo Fracassi, un prete contro il cemento

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Fonte: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/01/sosteniamo-don-eraldo-fracassi/

Sosteniamo Don Eraldo Fracassi, in difesa di un’antica chiesa e del suo oliveto, minacciati dal cemento.

Ci sono persone che si battono quotidianamente per difendere il bene comune, sono eroi silenziosi, che combattono le loro battaglie lontani dall’attenzione mediatica.
A Limone del Garda (BS), l’eroe silenzioso è Don Eraldo Fracassi, che combatte per difendere un territorio ricco di storia, cultura e risorse tramandate da generazioni. Il suo impegno tuttavia è inviso a coloro che hanno interesse a costruire, incuranti, anzi smaniosi di seppellire sotto una nuova colata di cemento l’oliveto che sorge intorno alla secolare chiesa di San Pietro (900 D.C.).

Al punto che hanno optato per una tattica molto in voga ai giorni nostri. Screditare. Isolare. Delegittimare. Così un gruppo di cittadini limonesi ha organizzato una raccolta firme in calce ad una lettera da indirizzare a Luciano Monari, vescovo della diocesi di Brescia. Tra i firmatari, circa trecento, spicca indubbiamente il nome del sindaco Franceschino Risatti. Scopo di questa raccolta firme: chiedere al vescovo di prendere provvedimenti nei confronti di don Eraldo Fracassi.
La colpa che gli viene imputata è quella di aver fatto bloccare il PGT, approvato un anno fa, che prevedeva appunto di rendere edificabile l’oliveto circostante la chiesa. In realtà a bloccare il PGT pare sia stato un vincolo posto dalla sovrintendenza provinciale di Brescia.

Va ricordato, in questo senso, che nell’area sono stati recentemente realizzati degli scavi archeologici – documentati nel volume n.47 di “Documenti di Archeologia”, edito dalla SAP di Mantova – i quali potrebbero riportare alla luce l’antico paese che sorgeva intorno alla chiesa.

La vera colpa di don Eraldo, dunque, è il suo impegno a risvegliare nei cittadini limonesi una coscienza del bene che hanno ricevuto in dote. L’oliveto, infatti, è una risorsa importante per il territorio. Non solo perché vi si produce un olio d’oliva insignito del marchio D.O.P. Ma anche e soprattutto perché si tratta dell’eredità lasciata dagli antichi limonesi che, nei secoli, hanno abitato e lavorato la terra, realizzando terrazzamenti, muretti di sasso a secco, contenimenti artificiali per coltivare gli olivi, gli agrumi, gli orti e allevare gli animali. Un’opera che ha già in sé il gusto e la bellezza di qualcosa fatto con fatica, ma con amore, in un tempo in cui la pazienza di assecondare il tempo e le stagioni era considerata una virtù.

Oggi, invece, ogni metro quadrato di terra viene visto come un potenziale pozzo di denaro. E la cosa sconcertante è considerare come non ci si ponga più nemmeno il problema di ciò che in nome di questo verrebbe sacrificato, andando perso e distrutto per sempre. Così per tirare su nuove abitazioni, si tenta di cancellare la storia e la bellezza di un territorio. E quando qualcuno cerca di opporsi, si punta a “togliere di mezzo” pure lui.
Ecco perché pensiamo sia importante non lasciare don Eraldo Fracassi solo nella sua battaglia. E se c’è chi organizza una raccolta firme contro di lui, crediamo che si possa rispondere con una petizione in suo sostegno.

Facciamogli sapere che non è solo. Dimostriamo di essere in tanti ad avere a cuore la tutela del nostro territorio, a vederlo come un patrimonio da valorizzare e non come una fonte di profitto da spremere fino all’ultimo centesimo. Più saranno le nostre voci, più diventerà difficile ignorarle.

Scriviamo dunque al vescovo, per fargli sapere che siamo in tanti a stimare don Eraldo Fracassi e a volere che rimanga al proprio posto.

Scriviamo al Sindaco e all’ufficio lavori pubblici del comune di Limone, per fargli sapere come la pensiamo, per dirgli che abbiamo a cuore l’oliveto e i tesori custoditi nella terra che questi signori vorrebbero seppellire sotto nuovo cemento.

Scriviamo alla redazione di Brescia Oggi, quotidiano locale che ha dedicato parecchi articoli alla vicenda, per far sapere che moltissime persone sono d’accordo con don Eraldo il suo impegno civico.

E scriviamo infine, e soprattutto, a don Eraldo Fracassi, per esprimergli la nostra stima, la nostra solidarietà e per fargli sapere che in questa battaglia non è affatto solo.

Destinatari della mail:

vescovo@brescia.chiesacattolica.it
lavoripubblici@comune.limonesulgarda.bs.it
redazioneweb@bresciaoggi.it
limone@diocesi.brescia.it
info@visitlimonesulgarda.com

Oggetto: Sostegno a Don Eraldo Fracassi

Testo del messaggio:

Con questa mail intendo esprimere tutta la mia solidarietà a Don Eraldo Fracassi per il suo impegno nel difendere l’oliveto di San Pietro da una nuova colata di cemento.

Concordo con Don Eraldo nel ritenere che non servano nuove abitazioni né altro cemento, ma che sia importante tutelare il nostro territorio e considerarlo come un patrimonio da valorizzare, un bene comune di tutti i cittadini, anziché una fonte di profitto da spremere fino all’ultimo centesimo.

Cordiali saluti

Firma ….

 

Il Disobbediente1 – © 05.02.2013

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One thought on “Casa e Chiesa: Don Eraldo Fracassi, un prete contro il cemento

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