L’Italia il giorno dopo le elezioni politiche

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L’Italia il giorno dopo le elezioni politiche..

Al risveglio gli italiani si ritrovano un paese né di destra, né di sinistra, né di centro e si chiedono cos’è successo.

E così, l’italiano medio si ritrova -suo malgrado- ad essere un cronista della domenica, un commentatore della politica nostrana, un reporter d’assalto che manifesta la sua indignazione attraverso la sua pagina Facebook o il suo profilo Twitter.

Non ha capito bene qual è il paese del dopo elezioni ma non si può esimere dall’esprimere la sua opinione attraverso una frase, una foto, anche un solo punto o una virgola.

Per un giorno, dal diario dell’italiano medio spariscono le canzoni di YouTube, spariscono gli aforismi, spariscono le foto di cappuccini e cornetti, gattini e cuoricini.

 

La politica ed i politici si sono impossessati di lui.

 

E così, nella confusione più totale, affronta l’argomento come meglio può..

Scongiurato il pericolo comunista, si rammarica della mancata vittoria di Berlusconi che gli avrebbe restituito l’IMU pagata nel 2012.

L’abitudine a guardare alle cose della politica come se fosse il campionato di calcio: ha necessità che ci siano vincitori e vinti.

Qualcuno, nella sua mente, deve tagliare il traguardo per primo.

Vincere e convincere.

 

Ho letto una frase questa mattina:

“Se non riesci a convincerli: confondili”

Niente di più vero.

 

Non c’è più una sinistra rivoluzionaria, nessuno più usa il termine compagni.. ma non c’è più nemmeno una destra reazionaria.

L’italiano medio non ha più nemmeno il centro moderato e confortante a cui poter attingere per non doversi sbilanciare.

Ora è in balia degli eventi, ma c’è un silenzio poco rassicurante. Anche i commentatori politici tacciono, nessuno si sbilancia. Non ci sono né vincitori, né vinti e questo è inammissibile.

Qualcuno osa dire che occorre un governo di responsabilità nazionale perché non ci sono vincitori.

Mi sono chiesto:

“Se ci fossero stati i vincitori avrebbero governato irresponsabilmente?”

 

Il MoVimento 5 Stelle è la novità.

Ma l’italiano medio è abituato ai vecchi buontemponi che gestiscono la cosa pubblica da sempre, o almeno da quando lui ne ha memoria.

Adesso chi gli racconta che non avrà più il confortante perbenismo di Fini e dovrà cercare di capire chi sono questi sconosciuti che arrivano in parlamento?

 

Non scherziamo, troppo faticoso essere rivoluzionari.

 

Che si torni presto alle urne e che si possa rimettere tutto in ordine, una destra, una sinistra ed un centro moderato.

L’italiano medio ha bisogno della vecchia politica e dei vecchi politici, così da poter poi tornare a disinteressarsene..

 

Il Disobbediente1 – © 26.02.2013

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