Nella vita ci vuole Pazienza, ..Andrea!

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Andrea Pazienza (San Benedetto del Tronto, 23 maggio 1956 – Montepulciano, 16 giugno 1988)

“Il mio primo disegnino riconoscibile l’ho fatto a 18 mesi, era un orso, questo testimonia quanto era forte in me il bisogno di disegnare…

Del liceo artistico di Pescara mi vengono in mente mille cose… venni sospeso il primo giorno di scuola; verso il terzo anno quando ero ormai come un pulcino nel nido, provai una sensazione di potere tremenda, dato che ero molto bravo, potevo fare quello che volevo, scherzi soprattutto; per il resto avevo pessimi rapporti con le donne…

Poi ho passato un periodo tra i sedici e 18 anni a rissare stupidamente, prendendole e dandole, specialmente d’estate.

Erano estati bellissime, lunghissime, passate con la fila degli ombrelloni, lo strombazzo delle cose pubblicitarie e i baracconi messi in fila con i juke-box…”

Le straordinarie avventure di Pentothal, il suo esordio nel mondo del fumetto. È una lunga storia senza trama, scritta con l’urgenza di un diario, ma con fughe nel surreale, dove Andrea dimostra di possedere una profonda capacità di analisi e un grande talento narrativo. La sua pubblicazione sulla rivista Alter Alter (dall’aprile 1977 fino al 1981) ottiene un immediato successo.

A soli 21 anni, Andrea è gia considerato un punto di riferimento per la sua generazione.

Nel 1977 con Stefano Tamburini, Tanino Liberatore, Filippo Scozzari e Massimo Mattioli, danno vita a Cannibale, una rivista indipendente di taglio underground, il cui titolo riprende quello di un foglio dadaista francese.

Per Cannibale, Andrea realizza alcune storie brevi, spesso caratterizzate da esilaranti invenzioni linguistiche.

Dal 1978 al 1981 collabora al settimanale satirico il Male disegnando storie brevi, copertine, vignette e illustrazioni.

La sua satira è acuta, spietata e mai banale.

Pertini esce nel 1983 come supplemento alla rivista Frigidaire (Primo Carnera edizioni), diretta da Vincenzo Sparagna, sorta dalle ceneri di Cannibale nel 1980 e destinata a lasciare un segno profondo nel mondo del fumetto e della cultura giovanile italiana. Su questa rivista, con la storia Giallo scolastico (1981), fa la sua comparsa Massimo Zanardi, il personaggio più conosciuto di Andrea Pazienza. Zanardi è la rappresentazione del male presente in ognuno di noi. Le sue azioni, compiute coi fedeli amici Petrilli e Colasanti, sono feroci e prive di ogni morale. Tanto da non meritare mai l’indulgenza o la comprensione del lettore.

La droga era uno dei temi che spesso erano stati affrontati nei suoi fumetti sia in chiave umoristica (ad esempio con ‘Perché Pippo sembra uno sballato?‘ o nell’indispensabile Detective Mama, in cui insegna alle mamme tutti i trucchi per capire se il proprio figlio fa uso di droghe) che in maniera seria, in uno dei più lucidi e agghiaccianti viaggi nel mondo della droga realizzati in un fumetto, con Pompeo.

Andrea Pazienza muore a Montepulciano il 16 giugno del 1988, a soli 32 anni, per un’overdose di eroina.

 

Un sito: http://andreapazienza.it/

Un film: http://www.pazilfilm.it/home.html

Un luogo: http://www.cfapaz.org/

Cose: http://www.cosedapaz.com/

 

Cose d’A.Paz.. sì, ma geniali..

 

Il Disobbediente1 – © 13.03.2013

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